Buongiorno a tutti, anche se in realtà bisognerebbe augurare buon pomeriggio dato l'orario.
Una piccola riflessione post-mattutina per voi, che spero vi sia utile quanto lo sarebbe ad alcuni miei amici in questo momento.
Ultimamente vedo un sacco di coppie che si disfano o entrano in crisi, parecchi miei amici sono con il morale un po' a terra o all'inizio di una lenta ripresa; alcuni hanno una reazione di un certo tipo, altri esattamente l'opposto: chi piange strepita e si lamenta, chi comincia a fare sesso a destra e manca, chi ha una reazione apparentemente serena e si tiene tutto dentro, chi sta a letto a piangere, chi trova subito il ripiego.
Tra tutti questi atteggiamenti ce n'è uno, a mio parere, che è il più pericoloso di tutti: il ripiego idealizzato.
Moltissima gente che conosco, dopo nemmeno due settimane dalla fine di una storia è già in trattative con qualcun altro per un nuovo fidanzamento; ed ecco che escono discorsi come " Sai, lui/lei è fantastico/a, non come il/la mia ex, sto davvero bene, non sono mai stato/o così felice" ecc ecc.
Cari ragazzi, trovare qualcuno che ci fa perdere la testa non è cosa di tutti i giorni, a meno che non siate innamorati dell'amore, vi sembra così normale essere presi per una persona quando eravate pazzi di un'altra due secondi prima? Certo, può capitare ma secondo il mio modesto parere la percentuale di casi veritieri del genere è al massimo il 5%.
Il più delle volte si corre il rischio d'incappare nell'effetto differenziale (azzeccatissima definizione coniata da Anna), in altre parole, cercate le dieci piccole differenze tra il vostro ex amore e quello nuovo; nella maggior parte dei casi saranno molte, tutto ciò perché il rifiuto della vecchia storia vi porta a cercare l'opposto nella nuova. Ma siamo davvero sicuri che se per noi non va bene "A" vada bene "Z"?
Esempio pratico: dopo esser stata con un ragazzo dalla buona cultura e spiccata intelligenza, stanca della sua arroganza, mi sono messa con una persona molto più semplice, con poche pretese intellettuali e poche ambizioni; risultato: ogni cosa che diceva, dopo un po', mi sembrava di una banalità mostruosa, eppure all'inizio ero stata sollevata dal fatto di non dover intavolare pesantissimi discorsi ideologici che sarebbero finiti in lite, cosa che con il precedente amore capitava spesso.
Sono stata vittima di effetto differenziale, in poche parole, notando una differenza nel nuovo malcapitato ( o fortunato... chi lo sa!?) mi sono fatta il famoso discorso : " Lui è così umile, semplice, non è come il mio ex che voleva sempre avere ragione, mi trattava come una stupida, invece tizio quando parlo mi ascolta ecc ecc....", è così che da una persona di scarsa cultura ho creato un ragazzo buono ed umile, capace di ascoltare e che pendeva dalle mie labbra: RIPIEGO IDEALIZZATO.
Consiglio per tutti: kids don't try this at home, gli effetti possono essere devastanti, tipo perdita di fiducia generalizzata nelle relazioni. Prendetevi il vostro tempo, piangete, fate sesso con chi vi capita, strafogatevi, ma impegnatevi di nuovo solo quando sapete quello che va bene per voi. Tra la A e la Z ci sono molte altre lettere!
Buona domenica a tutti
Benvenuti!
Questo Blog è per tutti i pazienti lettori che avranno qualche minuto da perdere dietro alle mie riflessioni. Benvenuti a tutti, sconosciuti e vecchie conoscenze.
domenica 28 ottobre 2012
sabato 20 ottobre 2012
Siamo quello che mangiamo
Eccomi tornata dopo una lunga assenza dovuta ad un periodo d'intensa ricerca di lavoro. Alla fine ho trovato un impiego provvisorio in una gelateria, dove ho avuto modo di sviluppare alcune riflessioni riguardo al cibo, ovviamente.
Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il cibo: a volte mi strafogo, la maggior parte del tempo però seguo una rigidissima dieta super controllata; mi piacciono pochissimi alimenti ma mangio anche ciò che non mi piace se non c'è altro. Insomma, non proprio una cosa idilliaca.
Ironia della sorte: lavoro nel tempio dei golosi, una gelateria super elegante e di qualità vicina al centro di Firenze, più di quaranta gusti tra cui quelli classici e delle specialità che farebbero venire l'acquolina in bocca persino a Kate Moss. Ed è qui, tra cioccolato e creme che ho imparato ad indovinare i gusti preferiti dei clienti sulla base del loro umore e del tipo di persona.
Ho letto e sentito mille volte l'espressione " Siamo quello che mangiamo", ma raramente mi sono trovata d'accordo, non pensavo che i gusti alimentari potessero dipendere dalla personalità. Da quando invece ho cominciato ad avere a che fare da vicino col cibo, a venderlo e consigliarlo ho capito che è una sacrosanta verità.
Intanto lavorare al pubblico è una cosa che può essere piacevolissima ed odiosa allo stesso tempo: possono capitare persone simpaticissime e gentili, bambini educati e molto dolci, oppure ragazzini urlanti ed agitati e gente che ha avuto una giornata storta e fatica anche a trattarti come un essere umano.
Ed è qui che ho sviluppato la mia teoria: preferisco di gran lunga i clienti che si abbuffano! La maggior parte di coloro che prende coni enormi e pieni di calorie e cialdine è gentile e propensa al dialogo; soprattutto le persone con allergie o malattie come il diabete, che arrivano in gelateria felici del concedersi una soddisfazione vera e propria, il cibo proibito.Queste persone sono quasi sempre gioiose e cordiali dato che si stanno facendo una concessione straordinaria.
Le persone che entrano un po' tristi generalmente ci mettono un po' a scegliere e vogliono essere consigliate, alla fine optano quasi sempre per qualcosa che contenga cioccolato o nutella.
Chi prende coppette piccole con gusti meno calorici o di frutta solitamente è qualcuno di passaggio che va un po' di fretta, non che è venuto appositamente, ma solitamente è gentile.
I bambini più timidi preferiscono i gusti classici alla frutta: fragola e limone, mentre quelli più agitati vanno sul cioccolato o le creme, in ogni caso mi è capitato di trovare anche giovanissimi che prediligono strane combinazioni rispetto ai gusti classici.
Poi veniamo ai clienti maleducati, ovviamente con le dovute eccezioni: prendono sempre tutti lo stesso gusto, chiedendolo con voce autoritaria e scordandosi di salutare.Non starò a svelare quale fragranza sia per non offendere i miei lettori, nel caso siano amanti del sapore in questione.
Un piccolo appello a tutti: quando andate al bar, al ristorante, in gelateria, nei negozi, alle poste, ovunque, cercate sempre di essere più carini possibile, moltissime giornate mi sono girate male per delle rispostacce dei clienti. Prendersi otto ore al giorno di sguardi storti per tutta la settimana e non sentire nemmeno un grazie può far sentire noi lavoratori al pubblico un po' frustrati!
E ora se vorrete analizzarmi in base ai miei gusti vi dirò che io non sono una grande amante del gelato e dei dolci in generale ma stravedo per lo yogurt, il cioccolato all'arancia e i gusti un po' chic che contengono spezie, canditi e praline.
Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il cibo: a volte mi strafogo, la maggior parte del tempo però seguo una rigidissima dieta super controllata; mi piacciono pochissimi alimenti ma mangio anche ciò che non mi piace se non c'è altro. Insomma, non proprio una cosa idilliaca.
Ironia della sorte: lavoro nel tempio dei golosi, una gelateria super elegante e di qualità vicina al centro di Firenze, più di quaranta gusti tra cui quelli classici e delle specialità che farebbero venire l'acquolina in bocca persino a Kate Moss. Ed è qui, tra cioccolato e creme che ho imparato ad indovinare i gusti preferiti dei clienti sulla base del loro umore e del tipo di persona.
Ho letto e sentito mille volte l'espressione " Siamo quello che mangiamo", ma raramente mi sono trovata d'accordo, non pensavo che i gusti alimentari potessero dipendere dalla personalità. Da quando invece ho cominciato ad avere a che fare da vicino col cibo, a venderlo e consigliarlo ho capito che è una sacrosanta verità.
Intanto lavorare al pubblico è una cosa che può essere piacevolissima ed odiosa allo stesso tempo: possono capitare persone simpaticissime e gentili, bambini educati e molto dolci, oppure ragazzini urlanti ed agitati e gente che ha avuto una giornata storta e fatica anche a trattarti come un essere umano.
Ed è qui che ho sviluppato la mia teoria: preferisco di gran lunga i clienti che si abbuffano! La maggior parte di coloro che prende coni enormi e pieni di calorie e cialdine è gentile e propensa al dialogo; soprattutto le persone con allergie o malattie come il diabete, che arrivano in gelateria felici del concedersi una soddisfazione vera e propria, il cibo proibito.Queste persone sono quasi sempre gioiose e cordiali dato che si stanno facendo una concessione straordinaria.
Le persone che entrano un po' tristi generalmente ci mettono un po' a scegliere e vogliono essere consigliate, alla fine optano quasi sempre per qualcosa che contenga cioccolato o nutella.
Chi prende coppette piccole con gusti meno calorici o di frutta solitamente è qualcuno di passaggio che va un po' di fretta, non che è venuto appositamente, ma solitamente è gentile.
I bambini più timidi preferiscono i gusti classici alla frutta: fragola e limone, mentre quelli più agitati vanno sul cioccolato o le creme, in ogni caso mi è capitato di trovare anche giovanissimi che prediligono strane combinazioni rispetto ai gusti classici.
Poi veniamo ai clienti maleducati, ovviamente con le dovute eccezioni: prendono sempre tutti lo stesso gusto, chiedendolo con voce autoritaria e scordandosi di salutare.Non starò a svelare quale fragranza sia per non offendere i miei lettori, nel caso siano amanti del sapore in questione.
Un piccolo appello a tutti: quando andate al bar, al ristorante, in gelateria, nei negozi, alle poste, ovunque, cercate sempre di essere più carini possibile, moltissime giornate mi sono girate male per delle rispostacce dei clienti. Prendersi otto ore al giorno di sguardi storti per tutta la settimana e non sentire nemmeno un grazie può far sentire noi lavoratori al pubblico un po' frustrati!
E ora se vorrete analizzarmi in base ai miei gusti vi dirò che io non sono una grande amante del gelato e dei dolci in generale ma stravedo per lo yogurt, il cioccolato all'arancia e i gusti un po' chic che contengono spezie, canditi e praline.
venerdì 21 settembre 2012
Snake touch
Quest'oggi vorrei raccomandarvi caldamente un'esperienza che io ho fatto a lavoro.
Tanto per cominciare lavoro in un luogo molto strano: è un piccolo museo di storia naturale con annesso rettilario, nel quale facciamo corsi, laboratori, conferenze ed attività, anche per bambini.
Il clima è molto amichevole e rilassante, tra un caffè ed una riunione di lavoro capita spesso che ci si ritrovi a dire castronerie col capo o... come m'è successo l'ultima volta, fare lo Snake touch.
Immaginatevi un meeting: gente con la ventiquattrore, cravatte, sedie e quei bellissimi grafici che si vedono nelle serie americane, ora scordatevi tutto e mettete nella stessa stanza archeologi, entomologi, artigiani, naturalisti, un po' di patatine, un megaschermo che proietta documentari e... serpenti!
L'ultima riunione era più o meno così: tutti a discutere dei vari progetti ed io, in mutande e reggiseno, che avevo due serpenti che mi strisciavano liberi sulla schiena, questo è lo Snake touch.
Per quanto possa sembrare raccapricciante vi assicuro che il serpente è un animale piacevolissimo al tatto: liscio come metallo, suadente e con dei movimenti assolutamente rilassanti. In alcune culture orientali il serpente è considerato un animale rivelatore, con una sensibilità particolare, in grado di allinearsi perfettamente alla natura psicofisica di chi gli sta vicino.
Per questo, una volta che avete un serpente addosso, i suoi movimenti tenderanno a portarlo , strisciando sulla pelle nuda, laddove avete magari una debolezza fisica, oppure sul centro più forte della vostra personalità, testa per la razionalità, pancia per l'impulsività.I movimenti dell'animale vengono guidati ed interpretati da un apposito operatore che è familiare con questa pratica.
Vi assicuro che dopo i primi cinque minuti di inquietudine si arriva ad un rilassamento totale e poi al risveglio dei sensi: io ad un certo punto ho provato un piacere fisico estremo, che non mi consentiva di smettere di ridere; somigliava un po' ad una specie di orgasmo.
(Tutto questo sempre durante una riunione di lavoro).
D'altra parte come avrete ben visto la mia sessualità tende ad esplorare lande insolite... dopo Denver e Bin Laden potevo anche aspettarmi una situazione del genere.
Esperienza fortemente raccomandata, in ogni caso.
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mercoledì 5 settembre 2012
Non dualità di vita e ambiente
Oggi ho notato una cosa che non so se riguarda esclusivamente me o tutti gli esseri viventi: la simbiosi con la mia stanza da letto.
Secondo la filosofia buddhista vita ed ambiente in cui si vive coincidono, una cosa determina ed è determinata dall'altra; intendendo per ambiente tutto ciò che ci circonda, non l'ambiente naturale.
In senso molto profano ho notato che io e la mia stanza da letto abbiamo un'empatia incredibile: chiunque entri in camera mia, se mi conosce un minimo, si accorge subito del mio stato d'animo in quel periodo.
Allo stato di tranquillità la mia stanza vive in un casino piuttosto moderato: medio ordine fuori, ecosistemi e nuovi mondi dentro armadi, cassetti, libreria ecc ecc. Il che altro non è che lo specchio della mia personalità basilare: tranquilla e un po' spigliata fuori, turbine di emozioni e paranoie dentro.
Ma cosa succede se affronto un periodo di stress? Ecco che la confusione si sposta automaticamente dai luoghi chiusi in quelli visibili a tutti: il pavimento diventa uno svuota tasche nonché cesto della biancheria da lavare, i documenti si trovano alla mercé di qualunque visitatore su qualsivoglia ripiano o sul letto; valigie aperte in giro, panni ritirati dallo stendi-abiti arrotolati sul divano, asciugacapelli perennemente attaccato alla presa e buttato per terra, polvere alta un dito. La cosa più strana è che tendo a disseminare monete su tutti i piani d'appoggio, secondo me quando sono stressata sul mio pavimento si trova una media di cinque /sei euro.
Quando attraverso questa fase le ante degli armadi sono perennemente aperte, come a voler simboleggiare che sto facendo emergere un disagio allo scoperto, così come la confusione esce dal nascondiglio per palesarsi a tutti.
Il mio periodo di ripresa si può notare quando, da un momento all'altro, mi alzo e comincio a sistemare la stanza, fino a farla tornare al suo stadio naturale che è quello di ordine fuori-casino dentro.
Anche l'estremo ordine o pulizia denota un periodo poco rilassante: di solito tendo a diventare un po' isterica e fobica ( capita raramente) quando mi prendono le manie di controllo ed eccessivo rigore, quando cerco di dare una regolata alla mia vita che è generalmente un po' in balia degli eventi .Io amo vivere di pancia, farmi trasportare, non tanto pensare con la testa, quando la mente prende il sopravvento ecco che la camera diventa ordinata, armadi e ripostiglio compreso.
Una volta parlavo della mia stanza con un'amica chiedendomi se parlasse di me: mi sono resa conto che ogni centimetro parla di me: dal poster in sloveno che ho rubato in erasmus, alla corona della laurea, rane ovunque, un bicchiere pieno di sabbia del Sahara con dentro dei tulipani di legno da Amsterdam, tubetti di colore, camici macchiati, nani da giardino, un cartello stradale, due parrucche bionde ed una maschera veneziana. Ci vorrebbero svariati post per spiegarvi il significato di ognuno di questi oggetti. Ma un veloce sguardo comunque mi ha confermato il fatto che la teoria degli Ermafroditi di Platone era giusta: ogni uomo ha la sua metà complementare, nel mio caso forse l'altra metà della mela è la mia stanza....
Pensateci un po', la vostra camera vi parla di voi???
Secondo la filosofia buddhista vita ed ambiente in cui si vive coincidono, una cosa determina ed è determinata dall'altra; intendendo per ambiente tutto ciò che ci circonda, non l'ambiente naturale.
In senso molto profano ho notato che io e la mia stanza da letto abbiamo un'empatia incredibile: chiunque entri in camera mia, se mi conosce un minimo, si accorge subito del mio stato d'animo in quel periodo.
Allo stato di tranquillità la mia stanza vive in un casino piuttosto moderato: medio ordine fuori, ecosistemi e nuovi mondi dentro armadi, cassetti, libreria ecc ecc. Il che altro non è che lo specchio della mia personalità basilare: tranquilla e un po' spigliata fuori, turbine di emozioni e paranoie dentro.
Ma cosa succede se affronto un periodo di stress? Ecco che la confusione si sposta automaticamente dai luoghi chiusi in quelli visibili a tutti: il pavimento diventa uno svuota tasche nonché cesto della biancheria da lavare, i documenti si trovano alla mercé di qualunque visitatore su qualsivoglia ripiano o sul letto; valigie aperte in giro, panni ritirati dallo stendi-abiti arrotolati sul divano, asciugacapelli perennemente attaccato alla presa e buttato per terra, polvere alta un dito. La cosa più strana è che tendo a disseminare monete su tutti i piani d'appoggio, secondo me quando sono stressata sul mio pavimento si trova una media di cinque /sei euro.
Quando attraverso questa fase le ante degli armadi sono perennemente aperte, come a voler simboleggiare che sto facendo emergere un disagio allo scoperto, così come la confusione esce dal nascondiglio per palesarsi a tutti.
Il mio periodo di ripresa si può notare quando, da un momento all'altro, mi alzo e comincio a sistemare la stanza, fino a farla tornare al suo stadio naturale che è quello di ordine fuori-casino dentro.
Anche l'estremo ordine o pulizia denota un periodo poco rilassante: di solito tendo a diventare un po' isterica e fobica ( capita raramente) quando mi prendono le manie di controllo ed eccessivo rigore, quando cerco di dare una regolata alla mia vita che è generalmente un po' in balia degli eventi .Io amo vivere di pancia, farmi trasportare, non tanto pensare con la testa, quando la mente prende il sopravvento ecco che la camera diventa ordinata, armadi e ripostiglio compreso.
Una volta parlavo della mia stanza con un'amica chiedendomi se parlasse di me: mi sono resa conto che ogni centimetro parla di me: dal poster in sloveno che ho rubato in erasmus, alla corona della laurea, rane ovunque, un bicchiere pieno di sabbia del Sahara con dentro dei tulipani di legno da Amsterdam, tubetti di colore, camici macchiati, nani da giardino, un cartello stradale, due parrucche bionde ed una maschera veneziana. Ci vorrebbero svariati post per spiegarvi il significato di ognuno di questi oggetti. Ma un veloce sguardo comunque mi ha confermato il fatto che la teoria degli Ermafroditi di Platone era giusta: ogni uomo ha la sua metà complementare, nel mio caso forse l'altra metà della mela è la mia stanza....
Pensateci un po', la vostra camera vi parla di voi???
sabato 1 settembre 2012
Un duro (ed incompreso) mestiere
Benvenuto Settembre, con la sua prima pioggia ristoratrice.
L'Afa di Agosto ci aveva decisamente stancati, soprattutto aveva stancato me che ho passato due settimane fuori porta non in vacanza ma in uno scavo archeologico, a lavorare sotto il sole tutti i giorni.
Lavorare in uno scavo può avere effetti indesiderati anche gravi tra cui: abbronzatura da muratore, dimagrimento eccessivo incontrollato ( o a seconda di chi cucina anche ingrassamento), sbronza serale e conseguente post sbornia il giorno dopo mentre devi lavorare, dipendenza da fermenti lattici, puzza di melma, sguardi di disapprovazione, punture di zecche, stanza d'albergo che puzza di fogna, assenza di bagno sul posto di lavoro, momenti di sociopatia acuta.
Lavorare in uno scavo può avere effetti indesiderati anche gravi tra cui: abbronzatura da muratore, dimagrimento eccessivo incontrollato ( o a seconda di chi cucina anche ingrassamento), sbronza serale e conseguente post sbornia il giorno dopo mentre devi lavorare, dipendenza da fermenti lattici, puzza di melma, sguardi di disapprovazione, punture di zecche, stanza d'albergo che puzza di fogna, assenza di bagno sul posto di lavoro, momenti di sociopatia acuta.
Siccome il mestiere dell'Archeologo è tra i meno conosciuti, per quello che è in realtà, cercherò di farvi capire qualcosa di essenziale su come viviamo noi giovani scavatori, citando alcune frasi tipiche della persona media che commenta la nostra scelta.Alcune osservazioni mi sono state rivolte personalmente, altre le ho sentite dai miei compagni di scavo queste settimane.
1: "Che bello, fai l'archeologo? Quindi vai in Egitto a trovare i faraoni!"
Tipico. Per qualche strana ragione la gente è convinta che la massima aspirazione di un archeologo sia andare in Egitto, o forse pensano che sia l'unico paese al mondo a darci lavoro. In realtà la maggior parte dei miei colleghi scava in posti che sono ignoti al resto del mondo: paesini sperduti in provincia di Forlì Cesena, villaggi in mezzo alla campagna, boschi e zone paludose. C'è un patrimonio storico archeologico quasi in ogni angolo d'Italia e ci sono anche milioni di archeologi che non amano l'Egitto.
2:" Vai a cercare i tesori?"
Questa è una delle domande migliori. Il nostro lavoro non si limita al ritrovamento ma è fatto di moltissime altre cose in cui il ritrovamento di qualche figata assurda è una tantum. Passano settimane spesso prima di trovare qualcosa di interessante ( e non è quasi mai un tesoro), prima c'è da levare le erbacce, raschiare lo strato superficiale della terra, pulire con le scopette, osservare i vari strati sovrapposti di terreno, compilare schede descrittive, misurare distanze e altezze ecc ecc.
3: " Almeno tu fai una vacanza quest'estate"
Non so chi considererebbe una vacanza il fatto di stare approssimativamente sette- otto ore al giorno sotto il sole ad Agosto ad usare pala e piccone.
4: " Ma che lavoro vuoi fare dopo?"
Bè... l'archeologo!
Per ora non me ne vengono in mente altre, però quasi tutti citano Indiana Jones, o ti dicono che anche loro da piccoli volevano fare gli archeologi, i meno entusiasti ti dicono che non troverai mai lavoro. Queste due settimane un camionista che passava sul cavalcavia di fronte agli scavi ci ha cordialmente invitati ad andare a lavorare...
Mi pare che non fossimo propriamente in vacanza, voi che ne dite?
Ci sono comunque molti lati prettamente vacanzieri: conoscere gente nuova, passare le serate con altri ragazzi che hanno le tue stesse passioni, visitare musei ed altri siti archeologici mai visti, avere vitto e alloggio cordialmente offerti dall'Università ( quest'anno in un agriturismo con piscina... ma a volte può capitare di dover dormire in tenda o in bettole con un bagno solo per dodici persone), serate passate con la chitarra e l'immancabile birra, andare al mare dopo lo scavo e morire di sonno sulla spiaggia.... diciamo che se vogliamo considerarle vacanze, sono di quelle un po' massacranti ma è un'esperienza fortemente consigliata, almeno finché il vostro fisico regge!
Ci sono comunque molti lati prettamente vacanzieri: conoscere gente nuova, passare le serate con altri ragazzi che hanno le tue stesse passioni, visitare musei ed altri siti archeologici mai visti, avere vitto e alloggio cordialmente offerti dall'Università ( quest'anno in un agriturismo con piscina... ma a volte può capitare di dover dormire in tenda o in bettole con un bagno solo per dodici persone), serate passate con la chitarra e l'immancabile birra, andare al mare dopo lo scavo e morire di sonno sulla spiaggia.... diciamo che se vogliamo considerarle vacanze, sono di quelle un po' massacranti ma è un'esperienza fortemente consigliata, almeno finché il vostro fisico regge!
mercoledì 15 agosto 2012
Feriae Augusti
Buon Ferragosto a tutti! Io come, vedete, lo passo al pc, chiusa nella mia alcova con l'aria condizionata sparata addosso. Tutto ciò per quale motivo??? Mancanza di soldi, lavoro, esigenze varie? No... libera scelta. Quest'anno ho deciso che volevo starmene un po' per conto mio, tra la fine degli studi, l'inizio del lavoro, il viaggio in Israele, i festeggiamenti vari tra la mia "laurea" ed il mio compleanno ecc ecc sono arrivata al primo di Agosto con svariati chili in meno e una bella fetta di stress in più. Ecco quindi che mi rintano in quello che non è un ermo colle ma una tristissima stanza a soffitti alti incasinata come poche.
E per distrarmi un po'.... vi racconto il sogno erotico numero 2
2)Nel nascondiglio talebano
Anche questo sogno è di svariati anni fa, probabilmente si trattava del 2001- 2002 circa, in concomitanza con tutto il casino tra Stati Uniti ed Afghanistan.
Nel sogno io sono una civile, non un militare, ma mi trovo in una grotta sui monti afghani pienamente cosciente del fatto che c'è una caccia all'uomo in corso, non so bene da che parte sto, so solo che in un certo momento succedono atti di guerriglia fuori dalla grotta e i Talebani entrano, nascondendosi dove sono io.
Io riesco a sgattaiolare fuori , dove tutto è fumante e devastato. Dopo essermi fatta un po' di strada in mezzo ad auto brucianti e sterpaglie sento che i Talebani stanno uscendo nuovamente allo scoperto, così, non trovando nessun posto in cui mimetizzarmi o nascondermi.... non trovo niente di meglio che fingermi una statua.
Osama Bin Laden mi vede e mi prende per un oggetto inanimato ( dovevo essere davvero brava ) e così... pensa di farsi il comodo suo usandomi come bambola gonfiabile.
Non ricordo nè l'atto sessuale nè il proseguo del sogno, fatto sta che anche qui mi appello alla saggezza del Dottor Freud o di Jung o di chicchessia per cercare di capirci qualcosa.
Intanto divertitevi sulle spiagge, sui laghi, in montagna, in città o dovunque siate, io rimarrò qui a rimuginare sul significato di un simile prodotto della mia mente.
Se devo dare ascolto a Cenerentola quando cantava che i "sogni son desideri di felicità", comincio a pensare di dover stare attenta a quel che desidero!
E per distrarmi un po'.... vi racconto il sogno erotico numero 2
2)Nel nascondiglio talebano
Anche questo sogno è di svariati anni fa, probabilmente si trattava del 2001- 2002 circa, in concomitanza con tutto il casino tra Stati Uniti ed Afghanistan.
Nel sogno io sono una civile, non un militare, ma mi trovo in una grotta sui monti afghani pienamente cosciente del fatto che c'è una caccia all'uomo in corso, non so bene da che parte sto, so solo che in un certo momento succedono atti di guerriglia fuori dalla grotta e i Talebani entrano, nascondendosi dove sono io.
Io riesco a sgattaiolare fuori , dove tutto è fumante e devastato. Dopo essermi fatta un po' di strada in mezzo ad auto brucianti e sterpaglie sento che i Talebani stanno uscendo nuovamente allo scoperto, così, non trovando nessun posto in cui mimetizzarmi o nascondermi.... non trovo niente di meglio che fingermi una statua.
Osama Bin Laden mi vede e mi prende per un oggetto inanimato ( dovevo essere davvero brava ) e così... pensa di farsi il comodo suo usandomi come bambola gonfiabile.
Non ricordo nè l'atto sessuale nè il proseguo del sogno, fatto sta che anche qui mi appello alla saggezza del Dottor Freud o di Jung o di chicchessia per cercare di capirci qualcosa.
Intanto divertitevi sulle spiagge, sui laghi, in montagna, in città o dovunque siate, io rimarrò qui a rimuginare sul significato di un simile prodotto della mia mente.
Se devo dare ascolto a Cenerentola quando cantava che i "sogni son desideri di felicità", comincio a pensare di dover stare attenta a quel che desidero!
mercoledì 8 agosto 2012
Freud avrebbe qualcosa da dire
Da un paio d'anni sono appassionata di interpretazione dei sogni, in senso psicologico, non paranormale o con la finalità di vincere al lotto. Se ogni sogno è un messaggio comunicato in modo velato dal nostro inconscio allora sarebbe interessante essere capaci di capire che cosa ci vuole dire questa parte della nostra mente. Freud aveva il vizio di interpretare tutto in relazione alla sessualità ed alla fisicità, Jung riscontrava invece la presenza di alcuni modelli tipologici detti archetipi, con una funzione prettamente identitaria del soggetto che sogna.
Ma se il sogno è qualcosa che viene mascherato dall'inconscio, cosa significa quando i messaggi sono del tutto incomprensibili??? Voglio per un momento appellarmi allo spirito del Dottor Freud per comprendere cosa significhino due sogni erotici completamente assurdi,che ho fatto.
1) Un dinosauro parlante.
Quando ho fatto questo sogno potevo avere circa diciassette anni, eppure a distanza di un decennio lo ricordo nitidamente ( doveva essere una comunicazione importante!).
Sono in una casa, un appartamento che non conosco, in compagnia di un Tyrannosaurus Rex particolarmente loquace, che indossa un paio di occhiali da sole. Siamo affacciati alla finestra a guardare le stelle parlando del più e del meno, e lì scatta la passione. Cominciamo qualche preliminare senza terminare l'atto sessuale per ovvie difficoltà anatomiche.
Vorrei omettere i dettagli scabrosi dato che l'immagine che ne viene fuori è quantomeno tragicomica e ridicola ( basti confrontare la stazza dei due amanti).
Una volta terminati i giochetti il mio partner mi offre una sigaretta ( sempre con addosso gli occhiali da sole) ed entriamo nella fase post coitum di coccole e confidenze, sdraiati a letto ... il mio ricordo termina qui.
Boh, una spiegazione logica può essere che il Tyrannosaurus con gli occhiali da sole, che parla ed offre sigarette sia in realtà una figura ingannatrice: una persona amichevole ed inoffensiva che in realtà è un feroce predatore e si nasconde dietro gli occhiali da sole per mascherare la sua identità di animale pericoloso. Quindi la mia paura di essere ingannata?
Altra interpretazione: sono semplicemente malata ; questo forse è anche più probabile.
Non so se all'epoca trasmettessero ancora "Ti voglio bene Denver" (che per la cronaca doveva essere un Brachiosaurus ) ma sia che la risposta sia affermativa o meno non riesco a trovare il senso in tutto ciò. Il Dottor Freud forse avrebbe qualcosa da dire a riguardo, dato che ravvisava forti segnali di disturbo sessuale anche in sogni che di sessuale non avevano niente, che io abbia bisogno di una seria consulenza sessuologica???? Attendo un aiuto per districare la questione! La prossima volta vi narrerò l'altro stranissimo sogno erotico.
Ma se il sogno è qualcosa che viene mascherato dall'inconscio, cosa significa quando i messaggi sono del tutto incomprensibili??? Voglio per un momento appellarmi allo spirito del Dottor Freud per comprendere cosa significhino due sogni erotici completamente assurdi,che ho fatto.
1) Un dinosauro parlante.
Quando ho fatto questo sogno potevo avere circa diciassette anni, eppure a distanza di un decennio lo ricordo nitidamente ( doveva essere una comunicazione importante!).
Sono in una casa, un appartamento che non conosco, in compagnia di un Tyrannosaurus Rex particolarmente loquace, che indossa un paio di occhiali da sole. Siamo affacciati alla finestra a guardare le stelle parlando del più e del meno, e lì scatta la passione. Cominciamo qualche preliminare senza terminare l'atto sessuale per ovvie difficoltà anatomiche.
Vorrei omettere i dettagli scabrosi dato che l'immagine che ne viene fuori è quantomeno tragicomica e ridicola ( basti confrontare la stazza dei due amanti).
Una volta terminati i giochetti il mio partner mi offre una sigaretta ( sempre con addosso gli occhiali da sole) ed entriamo nella fase post coitum di coccole e confidenze, sdraiati a letto ... il mio ricordo termina qui.
Boh, una spiegazione logica può essere che il Tyrannosaurus con gli occhiali da sole, che parla ed offre sigarette sia in realtà una figura ingannatrice: una persona amichevole ed inoffensiva che in realtà è un feroce predatore e si nasconde dietro gli occhiali da sole per mascherare la sua identità di animale pericoloso. Quindi la mia paura di essere ingannata?
Altra interpretazione: sono semplicemente malata ; questo forse è anche più probabile.
Non so se all'epoca trasmettessero ancora "Ti voglio bene Denver" (che per la cronaca doveva essere un Brachiosaurus ) ma sia che la risposta sia affermativa o meno non riesco a trovare il senso in tutto ciò. Il Dottor Freud forse avrebbe qualcosa da dire a riguardo, dato che ravvisava forti segnali di disturbo sessuale anche in sogni che di sessuale non avevano niente, che io abbia bisogno di una seria consulenza sessuologica???? Attendo un aiuto per districare la questione! La prossima volta vi narrerò l'altro stranissimo sogno erotico.
Sexy non è vero?
domenica 22 luglio 2012
Goodbye
La mia carissima amica Anna, commentando lo scorso post, mi ha dato lo spunto per scrivere questo, anche considerando che l'argomento si accorda molto bene con ciò che ho vissuto questi ultimi giorni.
"Il mondo è piccolo, dobbiamo apprezzare la possibilità di vivere nel mondo simultaneamente in più posti" dico io.
"Vorrei che rimanessimo più localizzati" ribatte Anna.
Io apprezzo la simultaneità e l'internazionalità fondamentalmente perché non riesco a farne parte, non vivo immersa in tutte queste connessioni simultanee di cui altri sembrano fare un uso smodato. La mia entusiastica reazione per il volo low cost che mi porta dall'altra parte del mondo o per la possibilità di ritrovare la mia amica messicana on-line è solo il grido di gioia di qualcuno che rimane ancorato saldamente coi piedi per terra e vede una possibilità di evasione in tutto ciò.
Certo, nella mia piccola realtà quotidiana esiste ancora la genuinità, non conosco molti schiavi delle Apps, non sento la necessità di comunicare twittando ogni cinque minuti, ma se dovessi vivere in un ambiente simile a quello del telefilm Gossip Girl , tutto il mio entusiasmo svanirebbe e sentirei la mancanza del vero dialogo , del vero incontro, del vivere il posto in cui si è.
Mi riesce difficile rimanere localizzata col pensiero, complice il fatto che ho la mente destinata a vagare, questo è vero, eppure mi rimane necessario rimanere hic et nunc , nella realtà fisica.
Oggi un'altra mia carissima amica è partita per lasciare l'Italia, probabilmente per sempre. La rivedrò tra qualche giorno, per una settimana, prima di dirle arrivederci per chissà quanto tempo.
Ovviamente seguirò il suo blog, useremo skype, la andrò a trovare e quant'altro... eppure mi mancherà il caffè quotidiano, i litigi, anche quelli che ti rovinano le giornate, le passeggiate, tutto ciò che faceva di noi il fatto di essere noi.
Per questo devo correggere il tiro dello scorso post, che sembrava un po' una lettera aperta di una matricola appena tornata dall'erasmus.... io vorrei, se possibile, fare del vagare il mio stile di vita, vedere ogni posto , mangiare ogni cibo, parlare ogni lingua ma non si è mai davvero in nessun posto se quando ci si va si cerca di evadere.
Questo è un piccolo appello per tutti coloro che, come a volte faccio io, perdono interesse e passione per ciò che hanno intorno, sognando che in un altro posto le cose siano migliori. Non esiste posto al mondo che potrete godervi, se non sapete godervi il presente.
Spremete ogni singola goccia della realtà, carpite ogni sguardo di chi avete davanti, ascoltate la musica nelle piazze e non sull'Iphone, questa è la sola cosa in virtù della quale esistono tutte le possibilità che la tecnologia ci ha dato.Se non avete amato un paesaggio, non amerete nemmeno la sua foto, se non avete amato una persona non vi emozionerà un suo messaggio su facebook, se non avete provato emozioni per un libro, non lo acquisterete mai in formato e-book.
La simultaneità vi serva a rinfrescare la memoria, non a crearla.
Senza memoria, il ricordo è niente.
La mia amica è in viaggio, so che mi emozionerà andarla a trovare dall'altra parte del mondo, so che gioirò nel leggere il suo blog, perchè l'ho amata. Questo era il senso delle mie parole, le infinite possibilità che ci da' il piccolo mondo di oggi .
"Il mondo è piccolo, dobbiamo apprezzare la possibilità di vivere nel mondo simultaneamente in più posti" dico io.
"Vorrei che rimanessimo più localizzati" ribatte Anna.
Io apprezzo la simultaneità e l'internazionalità fondamentalmente perché non riesco a farne parte, non vivo immersa in tutte queste connessioni simultanee di cui altri sembrano fare un uso smodato. La mia entusiastica reazione per il volo low cost che mi porta dall'altra parte del mondo o per la possibilità di ritrovare la mia amica messicana on-line è solo il grido di gioia di qualcuno che rimane ancorato saldamente coi piedi per terra e vede una possibilità di evasione in tutto ciò.
Certo, nella mia piccola realtà quotidiana esiste ancora la genuinità, non conosco molti schiavi delle Apps, non sento la necessità di comunicare twittando ogni cinque minuti, ma se dovessi vivere in un ambiente simile a quello del telefilm Gossip Girl , tutto il mio entusiasmo svanirebbe e sentirei la mancanza del vero dialogo , del vero incontro, del vivere il posto in cui si è.
Mi riesce difficile rimanere localizzata col pensiero, complice il fatto che ho la mente destinata a vagare, questo è vero, eppure mi rimane necessario rimanere hic et nunc , nella realtà fisica.
Oggi un'altra mia carissima amica è partita per lasciare l'Italia, probabilmente per sempre. La rivedrò tra qualche giorno, per una settimana, prima di dirle arrivederci per chissà quanto tempo.
Ovviamente seguirò il suo blog, useremo skype, la andrò a trovare e quant'altro... eppure mi mancherà il caffè quotidiano, i litigi, anche quelli che ti rovinano le giornate, le passeggiate, tutto ciò che faceva di noi il fatto di essere noi.
Per questo devo correggere il tiro dello scorso post, che sembrava un po' una lettera aperta di una matricola appena tornata dall'erasmus.... io vorrei, se possibile, fare del vagare il mio stile di vita, vedere ogni posto , mangiare ogni cibo, parlare ogni lingua ma non si è mai davvero in nessun posto se quando ci si va si cerca di evadere.
Questo è un piccolo appello per tutti coloro che, come a volte faccio io, perdono interesse e passione per ciò che hanno intorno, sognando che in un altro posto le cose siano migliori. Non esiste posto al mondo che potrete godervi, se non sapete godervi il presente.
Spremete ogni singola goccia della realtà, carpite ogni sguardo di chi avete davanti, ascoltate la musica nelle piazze e non sull'Iphone, questa è la sola cosa in virtù della quale esistono tutte le possibilità che la tecnologia ci ha dato.Se non avete amato un paesaggio, non amerete nemmeno la sua foto, se non avete amato una persona non vi emozionerà un suo messaggio su facebook, se non avete provato emozioni per un libro, non lo acquisterete mai in formato e-book.
La simultaneità vi serva a rinfrescare la memoria, non a crearla.
Senza memoria, il ricordo è niente.
La mia amica è in viaggio, so che mi emozionerà andarla a trovare dall'altra parte del mondo, so che gioirò nel leggere il suo blog, perchè l'ho amata. Questo era il senso delle mie parole, le infinite possibilità che ci da' il piccolo mondo di oggi .
lunedì 2 luglio 2012
il mondo è piccolo
Vi siete mai soffermati a pensare a quanto sia diventato piccolo il mondo?
Oggi parlavo con mia madre, lei, da buona signora di una generazione fa, non concepisce il fatto che si possano mantenere storie a distanza ad esempio tra Italia e Spagna. Eppure... se vi fate due conti talvolta è molto più semplice, veloce ed economico raggiungere Barcellona piuttosto che Napoli ( dipende sempre da dove partite).
E poi le infinite possibilità dei social networks, dei voli low cost, degli scambi internazionali come l'Erasmus.
Giusto oggi ho ricontattato su Twitter una ragazza che non vedo dalla terza media; lei, Messicana, dopo tre anni in Italia è tornata a casa sua. Nel lontano 1997 non avrei mai pensato che l'avrei rivista od avrei avuto sue notizie.... era da poco che usavo le e-mail, e già mi sembrava una cosa stranissima.
Altro esempio: ero sul treno ed un ragazzo mi ha chiesto se fossi una certa Giulia che lui conosceva solo tramite via Facebook, una ragazza che mi somigliava tantissimo, così abbiamo fatto amicizia.
E l'erasmus??? Ho amici che stanno ovunque, dalla Polonia, al Sud America, Cina....
Proprio prima di entrare a casa una coppia di sudafricani mi ha fatto una foto per fotografare "An Italian Girl in the Italian street", così probabilmente la mia faccia sarà su Instagram, caricata da qualche Pc di Capetown o Johannesburg ...
E' tutto incredibile, le possibilità di conoscere ed ampliare i nostri orizzonti sono quasi infinite ormai, perchè farcele scappare?
Oggi parlavo con mia madre, lei, da buona signora di una generazione fa, non concepisce il fatto che si possano mantenere storie a distanza ad esempio tra Italia e Spagna. Eppure... se vi fate due conti talvolta è molto più semplice, veloce ed economico raggiungere Barcellona piuttosto che Napoli ( dipende sempre da dove partite).
E poi le infinite possibilità dei social networks, dei voli low cost, degli scambi internazionali come l'Erasmus.
Giusto oggi ho ricontattato su Twitter una ragazza che non vedo dalla terza media; lei, Messicana, dopo tre anni in Italia è tornata a casa sua. Nel lontano 1997 non avrei mai pensato che l'avrei rivista od avrei avuto sue notizie.... era da poco che usavo le e-mail, e già mi sembrava una cosa stranissima.
Altro esempio: ero sul treno ed un ragazzo mi ha chiesto se fossi una certa Giulia che lui conosceva solo tramite via Facebook, una ragazza che mi somigliava tantissimo, così abbiamo fatto amicizia.
E l'erasmus??? Ho amici che stanno ovunque, dalla Polonia, al Sud America, Cina....
Proprio prima di entrare a casa una coppia di sudafricani mi ha fatto una foto per fotografare "An Italian Girl in the Italian street", così probabilmente la mia faccia sarà su Instagram, caricata da qualche Pc di Capetown o Johannesburg ...
E' tutto incredibile, le possibilità di conoscere ed ampliare i nostri orizzonti sono quasi infinite ormai, perchè farcele scappare?
lunedì 18 giugno 2012
Summer version
Inauguriamo la Summer Version dell'Angolo della Psicopatica: ( in cinque colori moda)
d'ora in avanti tutti i consigli più cool sull'estate, gli accessori della bella stagione, le diete miracolose, come accalappiare uomini in discoteca e quali cibi mangiare per ottenere una bella abbronzatura!
Ma che è... ci credete anche?
La verità è che è arrivata l'estate ( yuppiiiiiiiiiiiiiiiii) e per tutti coloro che hanno già finito gli esami universitari o la scuola superiore, per tutti quelli che si sono messi in ferie... non cambia veramente niente.
Va bene, i ritmi sono meno frenetici che durante il periodo lavorativo, magari viene anche voglia di uscire un po' di più, fare tardi, andare a mangiare una pizza... ma per il resto?
Una buona parte delle persone che conosco impiega una bella fetta delle sue ferie per rinnovare il mobilio di casa, imbiancare, disperarsi perché non sa dove parcheggiare i bambini, iscriversi a corsi di lingua, traslocare.
Le vacanze degli Italiani, che un tempo erano di un paio di settimane, sono ridotte all'osso. Sempre più sono le persone che vanno in vacanza due o tre giorni, una settimana se sono fortunati. Non vuole essere la solita polemica sulla crisi economica; no... perché il mondo non ci sta rubando i soldi, ma ci sta rubando soprattutto il tempo.
Quando una laurea non basta più a niente siamo costretti ad impiegare il nostro tempo libero per prendere attestati di non-so-che o imparare nuove lingue per sperare in un curriculum più nutrito.
Quando una babysitter costa troppo i genitori devono disperarsi per piazzare i bambini da qualche parte.
Quando non ci si può più permettere l'affitto si approfitta di una serata libera per andare a fare un extra ad un ristorante.
Quando si lavora tutto l'anno per tirare avanti, tra un contratto a tempo determinato e l'altro, bisogna necessariamente pensare a tutto il resto durante il tempo libero: spesa, mobili, riparazioni di casa, code alla posta.
Non c'è più spazio per la gioia e la spensieratezza. La cosa ancora più triste è che essere frenetici è diventato un valore; una persona che vuole prendersi del tempo per sé diventa improvvisamente una fannullona buona a nulla.
In una società basata sulla produttività ( e tra l'altro in crisi) è intollerabile pensare di fermarsi.
Eppure, se posso dare un consiglio per l'estate... prendetevela comoda. Non morirà nessuno se mangerete pasta all'olio per due pasti consecutivi perché preferivate rilassarvi che cucinare o fare la spesa; le bollette scadute da pagare rimarranno scadute anche se andate in piscina un pomeriggio.
E quando le cose proprio non si possono evitare, fatele a modo vostro.
Per quanto mi riguarda... io sto preparando un grossissimo esame, che segnerà finalmente la fine della mia vita da studentessa, eppure ho deciso di studiare in piscina, prendendo il sole, con le mie amiche; fare delle pause a studio finito per gratificarmi con dei bei gelati artigianali e godermi la campagna toscana.
Studio comunque, ed a botte di quattro o cinque ore al giorno, poi a fine giornata non mi accorgo nemmeno di quanto ho lavorato, non perché ho fatto la fannullona, ma perché me la sono goduta.
Durante una sessione di studio....
Proverbio Africano: Voi avete l'orologio, noi abbiamo il tempo.
d'ora in avanti tutti i consigli più cool sull'estate, gli accessori della bella stagione, le diete miracolose, come accalappiare uomini in discoteca e quali cibi mangiare per ottenere una bella abbronzatura!
Ma che è... ci credete anche?
La verità è che è arrivata l'estate ( yuppiiiiiiiiiiiiiiiii) e per tutti coloro che hanno già finito gli esami universitari o la scuola superiore, per tutti quelli che si sono messi in ferie... non cambia veramente niente.
Va bene, i ritmi sono meno frenetici che durante il periodo lavorativo, magari viene anche voglia di uscire un po' di più, fare tardi, andare a mangiare una pizza... ma per il resto?
Una buona parte delle persone che conosco impiega una bella fetta delle sue ferie per rinnovare il mobilio di casa, imbiancare, disperarsi perché non sa dove parcheggiare i bambini, iscriversi a corsi di lingua, traslocare.
Le vacanze degli Italiani, che un tempo erano di un paio di settimane, sono ridotte all'osso. Sempre più sono le persone che vanno in vacanza due o tre giorni, una settimana se sono fortunati. Non vuole essere la solita polemica sulla crisi economica; no... perché il mondo non ci sta rubando i soldi, ma ci sta rubando soprattutto il tempo.
Quando una laurea non basta più a niente siamo costretti ad impiegare il nostro tempo libero per prendere attestati di non-so-che o imparare nuove lingue per sperare in un curriculum più nutrito.
Quando una babysitter costa troppo i genitori devono disperarsi per piazzare i bambini da qualche parte.
Quando non ci si può più permettere l'affitto si approfitta di una serata libera per andare a fare un extra ad un ristorante.
Quando si lavora tutto l'anno per tirare avanti, tra un contratto a tempo determinato e l'altro, bisogna necessariamente pensare a tutto il resto durante il tempo libero: spesa, mobili, riparazioni di casa, code alla posta.
Non c'è più spazio per la gioia e la spensieratezza. La cosa ancora più triste è che essere frenetici è diventato un valore; una persona che vuole prendersi del tempo per sé diventa improvvisamente una fannullona buona a nulla.
In una società basata sulla produttività ( e tra l'altro in crisi) è intollerabile pensare di fermarsi.
Eppure, se posso dare un consiglio per l'estate... prendetevela comoda. Non morirà nessuno se mangerete pasta all'olio per due pasti consecutivi perché preferivate rilassarvi che cucinare o fare la spesa; le bollette scadute da pagare rimarranno scadute anche se andate in piscina un pomeriggio.
E quando le cose proprio non si possono evitare, fatele a modo vostro.
Per quanto mi riguarda... io sto preparando un grossissimo esame, che segnerà finalmente la fine della mia vita da studentessa, eppure ho deciso di studiare in piscina, prendendo il sole, con le mie amiche; fare delle pause a studio finito per gratificarmi con dei bei gelati artigianali e godermi la campagna toscana.
Studio comunque, ed a botte di quattro o cinque ore al giorno, poi a fine giornata non mi accorgo nemmeno di quanto ho lavorato, non perché ho fatto la fannullona, ma perché me la sono goduta.
Durante una sessione di studio....
Proverbio Africano: Voi avete l'orologio, noi abbiamo il tempo.
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domenica 17 giugno 2012
Essere dei propri tempi (attenzione: questo è un post serio)
Lo diceva Paul Cézanne : "Bisogna essere dei propri tempi"; nel suo caso significava rinnovare la pittura per liberarla dalle forme ormai abusate e sterili del secolo precedente, ma cosa significa nel nostro caso?
Quali sono i nostri tempi, quelli in cui dobbiamo vivere ?
Sono i tempi dell' inquinamento, della crisi economica, della fame nel mondo. Ma anche quelli della presa di coscienza e delle lotte per l'uguaglianza, contro il precariato, gli anni del volontariato. Sono gli anni del "pensa globalmente, agisci localmente".
Questo è quello che dovremmo fare, un esempio su tutti: limitare gli sprechi.
Vedo davvero troppa poca attenzione allo spreco di materiali, cibo, energia. Vedo poche persone fare la raccolta differenziata, troppe comprare cose inutili ed inquinanti, poca gente procurarsi solo ciò che è davvero necessario, anche a livello alimentare.
Molti accorgimenti sono davvero semplici, talvolta non li mettiamo in pratica solo perché non ci vengono in mente, eppure un piccolo gesto, se fatto da tutti localmente, può aiutare globalmente.
Una ricerca del 2011, pubblicata su una rivista che ora non ricordo, ma che di sicuro era una delle mie letture da bagno, faceva notare quanto risparmieremmo se non dimenticassimo i caricabatterie del telefonino attaccati: l'energia consumata dal caricabatterie dimenticato un'ora al giorno per un anno è pari alla corrente necessaria per illuminare una casa un intero inverno; le dimenticanze di una città intera del cosiddetto primo mondo sprecano energia per una quantità pari a quella che servirebbe per illuminare l'intero Botswana.
Ci sono anche altri accorgimenti davvero stupidi: dovete congelare gli hamburger uno ad uno? Anzichè comprare la pellicola per avvolgerli usate quella che è stata usata per confezionarli. Vi manca il sapone? Comprate le ricariche ed usate sempre lo stesso dispenser per non sprecare plastica; non buttate ma riparate, avviate la lavatrice nelle ore del risparmio energetico, andate a lavoro in autobus o in bicicletta se potete, insaponate i piatti tutti insieme ad acqua chiusa e sciacquateli alla fine, lacerate le lenzuola vecchie per farne panni per spolverare, ricucite i vostri pantaloni anziché buttarli.... ecc ecc
Dulcis in fundo: gli avanzi di cibo. Non sapete quante cose buonissime si possono fare con il cibo avanzato: il petto di pollo si può fare a tocchetti e saltare in padella con vino bianco e peperoncino, le verdure cotte sono ottime per la frittata o il risotto, il pesce si può sfilettare e farne dell'ottimo ragù per la pasta.
Insomma, sembrano piccole cose ma ci sono solamente vantaggi: risparmiamo ed il mondo sta meglio.
Quali sono i nostri tempi, quelli in cui dobbiamo vivere ?
Sono i tempi dell' inquinamento, della crisi economica, della fame nel mondo. Ma anche quelli della presa di coscienza e delle lotte per l'uguaglianza, contro il precariato, gli anni del volontariato. Sono gli anni del "pensa globalmente, agisci localmente".
Questo è quello che dovremmo fare, un esempio su tutti: limitare gli sprechi.
Vedo davvero troppa poca attenzione allo spreco di materiali, cibo, energia. Vedo poche persone fare la raccolta differenziata, troppe comprare cose inutili ed inquinanti, poca gente procurarsi solo ciò che è davvero necessario, anche a livello alimentare.
Molti accorgimenti sono davvero semplici, talvolta non li mettiamo in pratica solo perché non ci vengono in mente, eppure un piccolo gesto, se fatto da tutti localmente, può aiutare globalmente.
Una ricerca del 2011, pubblicata su una rivista che ora non ricordo, ma che di sicuro era una delle mie letture da bagno, faceva notare quanto risparmieremmo se non dimenticassimo i caricabatterie del telefonino attaccati: l'energia consumata dal caricabatterie dimenticato un'ora al giorno per un anno è pari alla corrente necessaria per illuminare una casa un intero inverno; le dimenticanze di una città intera del cosiddetto primo mondo sprecano energia per una quantità pari a quella che servirebbe per illuminare l'intero Botswana.
Ci sono anche altri accorgimenti davvero stupidi: dovete congelare gli hamburger uno ad uno? Anzichè comprare la pellicola per avvolgerli usate quella che è stata usata per confezionarli. Vi manca il sapone? Comprate le ricariche ed usate sempre lo stesso dispenser per non sprecare plastica; non buttate ma riparate, avviate la lavatrice nelle ore del risparmio energetico, andate a lavoro in autobus o in bicicletta se potete, insaponate i piatti tutti insieme ad acqua chiusa e sciacquateli alla fine, lacerate le lenzuola vecchie per farne panni per spolverare, ricucite i vostri pantaloni anziché buttarli.... ecc ecc
Dulcis in fundo: gli avanzi di cibo. Non sapete quante cose buonissime si possono fare con il cibo avanzato: il petto di pollo si può fare a tocchetti e saltare in padella con vino bianco e peperoncino, le verdure cotte sono ottime per la frittata o il risotto, il pesce si può sfilettare e farne dell'ottimo ragù per la pasta.
Insomma, sembrano piccole cose ma ci sono solamente vantaggi: risparmiamo ed il mondo sta meglio.
sabato 16 giugno 2012
lunedì 11 giugno 2012
Buongiorno
o buonanotte, a seconda dei casi.
Già, perché la mia bella Firenze dorme ed io, che fra gli altri disturbi soffro d'insonnia, sono sveglia.
I miei pochi lettori mi conoscono bene, ma se qualche malcapitato, insonne come me magari, fosse curioso di conoscere quali altri nottambuli popolano la rete, scriverò qualcosa di me, così a caso.
1: Tanto per cominciare non sono una fashion blogger, anzi, è capitato che qualcuno, leggendo dei miei consigli "di moda" abbia commentato dicendo che di moda non avevo capito nulla. Bene, cari lettori, sono tutto l'opposto di una ragazza alla moda, la mattina mi vesto con le prime due cose che trovo, mi taglio i capelli da sola, evito accuratamente l'estetista ed odio fare shopping, i miei consigli non sono altro che "dritte" per le donne selvagge che cercano di rendersi presentabili in qualche modo.
2: Sono estremamente instabile. Una mattina mi sveglio e voglio diventare musicista, poi mi metto a disegnare, pianifico d'imparare lingue astruse e mi faccio venire geniali idee su come entrare nella malavita organizzata. Poi, quando realismo e pigrizia prendono il sopravvento, abbandono tutto in cerca di una nuova occupazione.
3: Amo gli animali, i miei preferiti in assoluto sono i gatti; temo che da vecchia diventerò la classica gattara pazza che vive sola in un monolocale popolato da felini viziati e ciccioni.
4: Sono ipocondriaca;ogni anno scelgo una malattia su cui fissarmi: l'anno scorso è stato l'anno della celiachia ( però stavolta ci ho azzeccato), quest'anno il tetano, anche se l'ho scongiurato con una vaccinazione, probabilmente l'anno prossimo comincerò a temere il vaiolo o qualche altro morbo scomparso dalla faccia della terra.
5: Odio i dolci, in compenso vado tremendamente pazza per il cioccolato e tutto ciò che gronda di questo meraviglioso alimento. Per il resto non voglio vedere nè pasticcini, nè torte nè tantomeno budini o altri prodotti di pasticceria che non siano cioccolatosi.
6: Ho un'idea geniale per scrivere un libro, sempre che non sia un'altra delle mie fissazioni passeggere...
7: Amo l'arte e la storia, qualche anno fa ero convinta di aver scoperto dove era Atlantide ( in modo serio però, non alla Voyager) ed avevo stilato una lista di appunti storici, archeologici e letterari per supportare la mia teoria... ovviamente non ve la dirò, potrei aver fatto la scoperta del secolo :)
8: Da piccola adoravo giocare ai videogiochi, sono una vera patita della Lucas Arts e di Monkey Island. Poi quando sono uscite le varie console non ho potuto non amare Silent Hill e Resident Evil, anche se alcuni dei miei ricordi migliori sono davanti a Gears of War a mangiare schifezze.
9:La mia cultura musicale è quantomeno priva di un criterio logico. Ho un fratello maggiore amante del punk e del rock, il mio primo ragazzo adorava il metal, mia madre mi ha cresciuta con la melodica italiana e mio padre ascoltava sempre i cantautori italiani. Ho frequentato una scuola di canto e cantato in un gruppo rock, anche lì ho appreso moltissime nuove canzoni. Sul mio Ipod si trovano da Carmen Consoli agli Angra, i Rise Against e Lucio Dalla, Gianna Nannini e gli Atreyu.
10:Ogni mattina dovrei alzarmi alle sette per andare in laboratorio di restauro, ma da circa un anno l'insonnia mi fa svegliare con circa due ore di ritardo... quindi Buonanotte, sono le 3.16, speriamo di riuscire ad essere puntuale domattina!
Già, perché la mia bella Firenze dorme ed io, che fra gli altri disturbi soffro d'insonnia, sono sveglia.
I miei pochi lettori mi conoscono bene, ma se qualche malcapitato, insonne come me magari, fosse curioso di conoscere quali altri nottambuli popolano la rete, scriverò qualcosa di me, così a caso.
1: Tanto per cominciare non sono una fashion blogger, anzi, è capitato che qualcuno, leggendo dei miei consigli "di moda" abbia commentato dicendo che di moda non avevo capito nulla. Bene, cari lettori, sono tutto l'opposto di una ragazza alla moda, la mattina mi vesto con le prime due cose che trovo, mi taglio i capelli da sola, evito accuratamente l'estetista ed odio fare shopping, i miei consigli non sono altro che "dritte" per le donne selvagge che cercano di rendersi presentabili in qualche modo.
2: Sono estremamente instabile. Una mattina mi sveglio e voglio diventare musicista, poi mi metto a disegnare, pianifico d'imparare lingue astruse e mi faccio venire geniali idee su come entrare nella malavita organizzata. Poi, quando realismo e pigrizia prendono il sopravvento, abbandono tutto in cerca di una nuova occupazione.
3: Amo gli animali, i miei preferiti in assoluto sono i gatti; temo che da vecchia diventerò la classica gattara pazza che vive sola in un monolocale popolato da felini viziati e ciccioni.
4: Sono ipocondriaca;ogni anno scelgo una malattia su cui fissarmi: l'anno scorso è stato l'anno della celiachia ( però stavolta ci ho azzeccato), quest'anno il tetano, anche se l'ho scongiurato con una vaccinazione, probabilmente l'anno prossimo comincerò a temere il vaiolo o qualche altro morbo scomparso dalla faccia della terra.
5: Odio i dolci, in compenso vado tremendamente pazza per il cioccolato e tutto ciò che gronda di questo meraviglioso alimento. Per il resto non voglio vedere nè pasticcini, nè torte nè tantomeno budini o altri prodotti di pasticceria che non siano cioccolatosi.
6: Ho un'idea geniale per scrivere un libro, sempre che non sia un'altra delle mie fissazioni passeggere...
7: Amo l'arte e la storia, qualche anno fa ero convinta di aver scoperto dove era Atlantide ( in modo serio però, non alla Voyager) ed avevo stilato una lista di appunti storici, archeologici e letterari per supportare la mia teoria... ovviamente non ve la dirò, potrei aver fatto la scoperta del secolo :)
8: Da piccola adoravo giocare ai videogiochi, sono una vera patita della Lucas Arts e di Monkey Island. Poi quando sono uscite le varie console non ho potuto non amare Silent Hill e Resident Evil, anche se alcuni dei miei ricordi migliori sono davanti a Gears of War a mangiare schifezze.
9:La mia cultura musicale è quantomeno priva di un criterio logico. Ho un fratello maggiore amante del punk e del rock, il mio primo ragazzo adorava il metal, mia madre mi ha cresciuta con la melodica italiana e mio padre ascoltava sempre i cantautori italiani. Ho frequentato una scuola di canto e cantato in un gruppo rock, anche lì ho appreso moltissime nuove canzoni. Sul mio Ipod si trovano da Carmen Consoli agli Angra, i Rise Against e Lucio Dalla, Gianna Nannini e gli Atreyu.
10:Ogni mattina dovrei alzarmi alle sette per andare in laboratorio di restauro, ma da circa un anno l'insonnia mi fa svegliare con circa due ore di ritardo... quindi Buonanotte, sono le 3.16, speriamo di riuscire ad essere puntuale domattina!
lunedì 4 giugno 2012
Lavorare sodo
Come già vi avevo accennato sono stata via due settimane per lavoro, ed ho lavorato veramente sodo, tanto che ho intenzione di pubblicare i risultati del mio stage qui sul blog.
Non sono seria ovviamente; ho trovato comunque spazio per cazzoneggiare, perché dopo otto ore di lavoro non è assolutamente umano pensare che si possa restare seri e riordinare i documenti della giornata,perciò, dopo anni ed anni di esercizi, queste ultime due settimane, anziché mettere a punto la mia tesi come si deve ho formulato la strategia per tagliarsi i capelli da soli.
Vi farò dono di questi piccoli segreti che valgono solo ed unicamente per chi ha capelli lunghi e scalati come me.
(Dopo i consigli di moda per dilettanti ecco a voi i consigli di hair-style per chi vuole risparmiare sul parrucchiere... sta quasi diventando un blog anti-crisi).
passo 1:
tagliare le punte: come potete vedere qui i capelli sono tutti pari, ma io li ho scalati. Perchè rovesciandoli in avanti si parificano le lunghezze, per spuntarli non dovrete fare altro che tagliare dritto
Passo 2: scalatura: fate la stessa cosa che avete fatto con le punte con i ciuffi più corti della scalatura: rovesciateli in avanti e tagliate dritto
Passo 3: ciuffo: per avere una frangetta scalata che non somigli a quella di un fraticello io uso un rasoio ( di quelli per i peli) e faccio movimenti discendenti
Risultato finale
kids don't try this at home
come ultimo dono una dimostrazione del mio durissimo lavoro ;)
Un bacio
Non sono seria ovviamente; ho trovato comunque spazio per cazzoneggiare, perché dopo otto ore di lavoro non è assolutamente umano pensare che si possa restare seri e riordinare i documenti della giornata,perciò, dopo anni ed anni di esercizi, queste ultime due settimane, anziché mettere a punto la mia tesi come si deve ho formulato la strategia per tagliarsi i capelli da soli.
Vi farò dono di questi piccoli segreti che valgono solo ed unicamente per chi ha capelli lunghi e scalati come me.
(Dopo i consigli di moda per dilettanti ecco a voi i consigli di hair-style per chi vuole risparmiare sul parrucchiere... sta quasi diventando un blog anti-crisi).
passo 1:
tagliare le punte: come potete vedere qui i capelli sono tutti pari, ma io li ho scalati. Perchè rovesciandoli in avanti si parificano le lunghezze, per spuntarli non dovrete fare altro che tagliare dritto
Passo 2: scalatura: fate la stessa cosa che avete fatto con le punte con i ciuffi più corti della scalatura: rovesciateli in avanti e tagliate dritto
Passo 3: ciuffo: per avere una frangetta scalata che non somigli a quella di un fraticello io uso un rasoio ( di quelli per i peli) e faccio movimenti discendenti
Risultato finale
kids don't try this at home
come ultimo dono una dimostrazione del mio durissimo lavoro ;)
Un bacio
domenica 3 giugno 2012
Assenza
Eccomi di nuovo qui, dopo due settimane d'assenza dovute ad un viaggio di lavoro.
Per il momento non ho ancora da scrivere, sono appena tornata e sto ancora preparando il prossimo post che verterà sulle soluzioni anti-crisi ;) per ora vi lascio con una foto del mio viaggio, che potrei intitolare "si lavora sodo".
A presto
Per il momento non ho ancora da scrivere, sono appena tornata e sto ancora preparando il prossimo post che verterà sulle soluzioni anti-crisi ;) per ora vi lascio con una foto del mio viaggio, che potrei intitolare "si lavora sodo".
A presto
venerdì 18 maggio 2012
Io porto sfiga
E' da un po' che ho questo sospetto: ci sono delle forze oscure in me che creano disgrazie nel mondo.
Ne parlavo ieri con due amici, ormai devo dichiararlo apertamente dato che ho accettato il fatto che io porto sfiga.
Solo qualche piccolo esempio: sapete che ho comprato i biglietti per Tel Aviv, giusto? Bene, nei miei programmi per quel viaggio c'era anche una capatina a Petra, in Giordania. Tempo di prenotare il volo e ... guerriglia in Giordania, frontiere bloccate.
Troppo facile, direte voi, semplice coincidenza, la Giordania è un posto dalla politica inquieta.
Bene, se questo non basta a convincervi vi dirò che mi sono laureata a fine del 2010 ed avevo chiesto ai miei genitori come regalo un viaggio in Giappone per la primavera dal 2011... ed ecco a voi il disastro di Fukushima!
Qualche mese fa, inoltre, ho cominciato a leggere qualche libro di Tabucchi, proprio due giorni prima della sua morte stavo elogiando le sue abilità di scrittore.
E per finire... avevo appena scaricato una Hit di Donna Summer da mettere nel mio Ipod, la poveretta è deceduta proprio ieri.
Ancora scettici? Freud dice che le coincidenze non esistono, che gli eventi sfortunati sono creati da noi col nostro inconscio. Bè il mio inconscio evidentemente è incazzato nero col mondo.
Ne parlavo ieri con due amici, ormai devo dichiararlo apertamente dato che ho accettato il fatto che io porto sfiga.
Solo qualche piccolo esempio: sapete che ho comprato i biglietti per Tel Aviv, giusto? Bene, nei miei programmi per quel viaggio c'era anche una capatina a Petra, in Giordania. Tempo di prenotare il volo e ... guerriglia in Giordania, frontiere bloccate.
Troppo facile, direte voi, semplice coincidenza, la Giordania è un posto dalla politica inquieta.
Bene, se questo non basta a convincervi vi dirò che mi sono laureata a fine del 2010 ed avevo chiesto ai miei genitori come regalo un viaggio in Giappone per la primavera dal 2011... ed ecco a voi il disastro di Fukushima!
Qualche mese fa, inoltre, ho cominciato a leggere qualche libro di Tabucchi, proprio due giorni prima della sua morte stavo elogiando le sue abilità di scrittore.
E per finire... avevo appena scaricato una Hit di Donna Summer da mettere nel mio Ipod, la poveretta è deceduta proprio ieri.
Ancora scettici? Freud dice che le coincidenze non esistono, che gli eventi sfortunati sono creati da noi col nostro inconscio. Bè il mio inconscio evidentemente è incazzato nero col mondo.
mercoledì 9 maggio 2012
Le donne in cucina
Tutti hanno una categoria di persone che non sopportano.
C'è chi odia gli ipocriti, chi gli stupidi, chi i superficiali, chi gli arroganti.
Io sopporto abbastanza bene tutte queste categorie, con un po' di riserve sugli arroganti; credo che la gente odi ciò che ha paura di diventare, perciò nel mio caso, la mia nemesi è il prototipo della DONNA DI CASA.
Non posso sopportare le donne e le ragazze che si vantano di saper cucinare in modo perfetto, che puliscono continuamente la casa, stirano i calzini (!!!), che sfogliano le riviste commerciali cercando maxi offerte di detersivi e che ti snocciolano per filo e per segno tutti gli ingredienti per fare i-biscotti-di-Carnevale-come-li-faceva-la-nonna-Maria.
Ovviamente ognuno può fare ciò che vuole, sono assolutamente tollerante , se vuoi pulire l'argenteria ogni settimana accomodati pure, anzi vieni anche a casa mia a farlo, grazie... ma il problema è che le brave donnine di casa hanno il vizio di osservare il modo di vivere altrui per poi criticarlo.
"Come fai a dormire in quel letto che non hai rifatto bene?" "Che schifo usi i sughi pronti?" "La tua camera è piena di polvere" "La tua felpa è tutta stropicciata" sono solo alcune delle osservazioni più ricorrenti che, nel mio caso talvolta sono culminate in apocalittiche previsioni per il futuro: "Non sarai mai una brava donnina di casa" (e meno male ndR), "Come fai ad andare a vivere da sola, non sai fare niente", "Quando avrai un marito come farai", per finire con l'ingiuria delle ingiurie "Poveri i tuoi figli"...
Ora non dico che bisogni avere i topi in casa o la muffa nel frigorifero ma ritengo che certe persone attribuiscano un valore spropositato a ciò che dovrebbe essere significativo quanto pagare una bolletta, ordinaria amministrazione. Perciò io esco tranquillamente senza rifare il letto, mangio scatolette di tonno, compro ammorbidenti scarsi e stiro solo le camicie. Dite ciò che volete ma almeno risparmio tempo e soldi che impiego per la vita vera: uscire con gli amici, non arrivare tardi a lavoro, fare passeggiate, leggere un libro, giocare col mio gatto... queste cose mi danno immensamente più piacere di un letto con le lenzuola tiratissime.
C'è chi odia gli ipocriti, chi gli stupidi, chi i superficiali, chi gli arroganti.
Io sopporto abbastanza bene tutte queste categorie, con un po' di riserve sugli arroganti; credo che la gente odi ciò che ha paura di diventare, perciò nel mio caso, la mia nemesi è il prototipo della DONNA DI CASA.
Non posso sopportare le donne e le ragazze che si vantano di saper cucinare in modo perfetto, che puliscono continuamente la casa, stirano i calzini (!!!), che sfogliano le riviste commerciali cercando maxi offerte di detersivi e che ti snocciolano per filo e per segno tutti gli ingredienti per fare i-biscotti-di-Carnevale-come-li-faceva-la-nonna-Maria.
Ovviamente ognuno può fare ciò che vuole, sono assolutamente tollerante , se vuoi pulire l'argenteria ogni settimana accomodati pure, anzi vieni anche a casa mia a farlo, grazie... ma il problema è che le brave donnine di casa hanno il vizio di osservare il modo di vivere altrui per poi criticarlo.
"Come fai a dormire in quel letto che non hai rifatto bene?" "Che schifo usi i sughi pronti?" "La tua camera è piena di polvere" "La tua felpa è tutta stropicciata" sono solo alcune delle osservazioni più ricorrenti che, nel mio caso talvolta sono culminate in apocalittiche previsioni per il futuro: "Non sarai mai una brava donnina di casa" (e meno male ndR), "Come fai ad andare a vivere da sola, non sai fare niente", "Quando avrai un marito come farai", per finire con l'ingiuria delle ingiurie "Poveri i tuoi figli"...
Ora non dico che bisogni avere i topi in casa o la muffa nel frigorifero ma ritengo che certe persone attribuiscano un valore spropositato a ciò che dovrebbe essere significativo quanto pagare una bolletta, ordinaria amministrazione. Perciò io esco tranquillamente senza rifare il letto, mangio scatolette di tonno, compro ammorbidenti scarsi e stiro solo le camicie. Dite ciò che volete ma almeno risparmio tempo e soldi che impiego per la vita vera: uscire con gli amici, non arrivare tardi a lavoro, fare passeggiate, leggere un libro, giocare col mio gatto... queste cose mi danno immensamente più piacere di un letto con le lenzuola tiratissime.
giovedì 3 maggio 2012
Notte bianca
Essere una giovane ragazza fuori sede a volte è davvero faticoso.
Ovviamente questi giorni ho fatto un po' di vacanza dalla mia solita stressantissima vita e ho approfittato del ponte per riscoprire un po' Firenze, che stava diventando solo il posto in cui dormo più che la città in cui vivo.
Bene, Bug del sistema. Quando vivi in un posto da cinque anni evita di volerlo riscoprire fico, non ci riuscirai.
E' la decima edizione della notte bianca che vedo ( qui a Firenze ci sono Notte Bianca e Nottarno) e 150mila persone per strada e ad intoppare i ponti sono un buon motivo per NON uscire di casa, soprattutto in una città in cui le strade sono pensate per contenere al massimo un barroccio (ho imparato una parola nuova).
Forse la notte bianca di New York o di Tokyo, Città del Messico o posti così sono più interessanti, ma qui a Firenze la Notte Bianca ha il sapore di una fiera di paese con bancarelle di patate fritte travestita da evento mondano per turisti.
E non voglio parlare della gente, uomini dell'età di mio padre che pensano di potermi abbordare con la scusa del "anche se sei fidanzata io non sono geloso". Ragazzi in linea, credete davvero che una frase così risulti simpatica ed originale nel 2012?
Insomma il sunto della serata è che l'ho passata a sgomitare tra la gente che riempiva le strade, fare la fila per il bagno perché tutti i locali erano strapieni, evitare gli sfigati che ci provavano con me e la mia amica.
Ma in tutto questo... almeno, sono stata coi miei amici.
(foto gentilmente presa in prestito dal blog della mia amica Maya)
Insomma, i momenti più divertenti della serata sono stati quelli in cui ero con loro, qualunque fosse il posto, la piazza, la musica, addirittura è stato bellissimo fermarmi sotto cosa a chiacchierare col mio amico che mi aveva riaccompagnata a casa, così seduta al tavolino di un ristorante chiuso.
Ho capito che non dovevo sentirmi sfigata o invecchiata per il fatto di odiare la notte bianca o gli eventi mondani, ma piuttosto sentirmi fica di aver superato lo stadio in cui ti diverte qualunque cosa sia affollata e chiassosa ( che è lo stadio delle matricole tanto per intenderci) e per il fatto che non ho mai avuto bisogno di cose del genere per divertirmi, mi diverto già ogni giorno coi miei amici.
Ovviamente questi giorni ho fatto un po' di vacanza dalla mia solita stressantissima vita e ho approfittato del ponte per riscoprire un po' Firenze, che stava diventando solo il posto in cui dormo più che la città in cui vivo.
Bene, Bug del sistema. Quando vivi in un posto da cinque anni evita di volerlo riscoprire fico, non ci riuscirai.
E' la decima edizione della notte bianca che vedo ( qui a Firenze ci sono Notte Bianca e Nottarno) e 150mila persone per strada e ad intoppare i ponti sono un buon motivo per NON uscire di casa, soprattutto in una città in cui le strade sono pensate per contenere al massimo un barroccio (ho imparato una parola nuova).
Forse la notte bianca di New York o di Tokyo, Città del Messico o posti così sono più interessanti, ma qui a Firenze la Notte Bianca ha il sapore di una fiera di paese con bancarelle di patate fritte travestita da evento mondano per turisti.
E non voglio parlare della gente, uomini dell'età di mio padre che pensano di potermi abbordare con la scusa del "anche se sei fidanzata io non sono geloso". Ragazzi in linea, credete davvero che una frase così risulti simpatica ed originale nel 2012?
Insomma il sunto della serata è che l'ho passata a sgomitare tra la gente che riempiva le strade, fare la fila per il bagno perché tutti i locali erano strapieni, evitare gli sfigati che ci provavano con me e la mia amica.
Ma in tutto questo... almeno, sono stata coi miei amici.
(foto gentilmente presa in prestito dal blog della mia amica Maya)
Insomma, i momenti più divertenti della serata sono stati quelli in cui ero con loro, qualunque fosse il posto, la piazza, la musica, addirittura è stato bellissimo fermarmi sotto cosa a chiacchierare col mio amico che mi aveva riaccompagnata a casa, così seduta al tavolino di un ristorante chiuso.
Ho capito che non dovevo sentirmi sfigata o invecchiata per il fatto di odiare la notte bianca o gli eventi mondani, ma piuttosto sentirmi fica di aver superato lo stadio in cui ti diverte qualunque cosa sia affollata e chiassosa ( che è lo stadio delle matricole tanto per intenderci) e per il fatto che non ho mai avuto bisogno di cose del genere per divertirmi, mi diverto già ogni giorno coi miei amici.
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venerdì 27 aprile 2012
Vecchi dentro
Cari ragazzi, oggi mi sento di condividere le mie riflessioni riguardo l'essere vecchi dentro.
Nella mia vita ho conosciuto diverse persone che possono essere definite in questo modo ma c'è un'esatta definizione del giovane anziano?
Intanto dipende anche dall'età dell'individuo da esaminare, non si può pretendere che un quarantenne si comporti ancora come un ragazzo dell'università, anche quella è una tipologia di vecchiaia, quella che spaventa così tanto da spingere chi si sta approssimando all'età adulta da spingerlo a comportarsi come un ragazzino. Di solito da questa tipologia di comportamento si ottiene il tipo del vecchio libidinoso.
Abbiamo poi ragazzi sui vent'anni, all'apparenza perfettamente normali, che passano la maggior parte del loro tempo in casa o nei pressi a sbrigare faccende più o meno quotidiane come commissioni, pulizie, calcolo delle bollette; togliendo una buona fetta della giornata per farsi la doccia, studiare, cucinare espletare i bisogni fisiologici rimane il tempo libero, impiegato da queste persone per fare orecchini e collanine, guardare film e serie tv, stare su facebook e raramente uscire, magari per provare un nuovo ristorante fuori città, come le romantiche coppiette di vecchietti a Venezia. Questa è la tipologia del vecchio dentro, giovane fuori.
Abbiamo infine una terza tipologia di vecchio; si tratta di colui che si veste e si comporta come una persona anziana, maglioncino con scollo a V, pantaloni ascellari alla Fantozzi, testa a palla da biliardo, occhialoni e calzini bianchi. Eppure stranamente questi individui spuntano come funghi in contesti sociali come feste universitarie e discoteche, non fatevi ingannare, la vostra prima impressione era giusta, si tratta del GIOVANE ANZIANO.Il suo dimenarsi ed agitarsi sulla pista è né più né meno che la stessa cosa che fa Abraham Simpson alle feste dell'ospizio...
Nella mia vita ho conosciuto diverse persone che possono essere definite in questo modo ma c'è un'esatta definizione del giovane anziano?
Intanto dipende anche dall'età dell'individuo da esaminare, non si può pretendere che un quarantenne si comporti ancora come un ragazzo dell'università, anche quella è una tipologia di vecchiaia, quella che spaventa così tanto da spingere chi si sta approssimando all'età adulta da spingerlo a comportarsi come un ragazzino. Di solito da questa tipologia di comportamento si ottiene il tipo del vecchio libidinoso.
Abbiamo poi ragazzi sui vent'anni, all'apparenza perfettamente normali, che passano la maggior parte del loro tempo in casa o nei pressi a sbrigare faccende più o meno quotidiane come commissioni, pulizie, calcolo delle bollette; togliendo una buona fetta della giornata per farsi la doccia, studiare, cucinare espletare i bisogni fisiologici rimane il tempo libero, impiegato da queste persone per fare orecchini e collanine, guardare film e serie tv, stare su facebook e raramente uscire, magari per provare un nuovo ristorante fuori città, come le romantiche coppiette di vecchietti a Venezia. Questa è la tipologia del vecchio dentro, giovane fuori.
Abbiamo infine una terza tipologia di vecchio; si tratta di colui che si veste e si comporta come una persona anziana, maglioncino con scollo a V, pantaloni ascellari alla Fantozzi, testa a palla da biliardo, occhialoni e calzini bianchi. Eppure stranamente questi individui spuntano come funghi in contesti sociali come feste universitarie e discoteche, non fatevi ingannare, la vostra prima impressione era giusta, si tratta del GIOVANE ANZIANO.Il suo dimenarsi ed agitarsi sulla pista è né più né meno che la stessa cosa che fa Abraham Simpson alle feste dell'ospizio...
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mercoledì 25 aprile 2012
Colpo di fulmine
Credete nel colpo di fulmine? Vi è mai capitato?
Io ci credo relativamente, piuttosto nel mio caso potrei parlare di colpi di fulmine a scoppio ritardato.
Capita a volte di conoscere una persona che lì per lì è solamente qualcuno con cui avete passato dei piacevoli momenti e poi, non si sa bene perché, questa persona vi rimane dentro, complice il fatto che magari non l'avete più rivista ed il ricordo è puro ed intatto; non viene macchiato da nessun evento ulteriore, magari negativo.
Non parlo di vero e proprio amore, ma del fatto che a volte vi capita di ripensarci, anche a distanza di anni e chiedervi dov'è , cosa fa, se anche lui o lei si ricorda.
Questo mi è capitato più volte, dopo una piacevole serata in riva al mare, dove tutto è perfetto; l'atmosfera, l'intesa, il clima, l'ambientazione. Semplici chiacchierate a volte diventano segni indelebili, ricordi di qualcuno che non ha fatto altro che farvi stare bene, per quelle due ore o poco più.
Così nascono le chimere; vanno e vengono, le inseguite col pensiero, cercate un contatto, spiate su facebook e tutto rimane lì, bello ed incompiuto come la prima volta. Ma sarebbe altrettanto bello cercare di trasformare una chimera in realtà? Ne vale la pena?
Io ci credo relativamente, piuttosto nel mio caso potrei parlare di colpi di fulmine a scoppio ritardato.
Capita a volte di conoscere una persona che lì per lì è solamente qualcuno con cui avete passato dei piacevoli momenti e poi, non si sa bene perché, questa persona vi rimane dentro, complice il fatto che magari non l'avete più rivista ed il ricordo è puro ed intatto; non viene macchiato da nessun evento ulteriore, magari negativo.
Non parlo di vero e proprio amore, ma del fatto che a volte vi capita di ripensarci, anche a distanza di anni e chiedervi dov'è , cosa fa, se anche lui o lei si ricorda.
Questo mi è capitato più volte, dopo una piacevole serata in riva al mare, dove tutto è perfetto; l'atmosfera, l'intesa, il clima, l'ambientazione. Semplici chiacchierate a volte diventano segni indelebili, ricordi di qualcuno che non ha fatto altro che farvi stare bene, per quelle due ore o poco più.
Così nascono le chimere; vanno e vengono, le inseguite col pensiero, cercate un contatto, spiate su facebook e tutto rimane lì, bello ed incompiuto come la prima volta. Ma sarebbe altrettanto bello cercare di trasformare una chimera in realtà? Ne vale la pena?
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lunedì 23 aprile 2012
Tieni le mani al tuo posto
Oggi stavo cercando qualcosa nella mia borsa e mi è venuto in mente che le borse sono una parte dell'anima di una donna.
Dentro una borsa puoi trovare un sacco di cose che parlano della personalità di chi la porta; per questo io ho traumatizzato per anni i miei ex fidanzati vietando loro di aprire la mia.
L'altro giorno un mio ex mi ha detto "da quando sono stato con te non ho più voluto toccare la borsa di nessuna ragazza" ed è vero, perchè ho sempre detestato terribilmente che frugassero tra le mie cose, al punto di arrivare ad urlare con qualcuno che si fosse eventualmente permesso di cercare innocentemente un accendino nella mia borsetta.
La mia borsa è un universo che rispecchia la mia personalità; non ci tengo nulla di privato ma aprirla è come guardare nel mio cervello; ovviamente là dentro c'è un casino madornale; ad esempio ora c'è un camice sporco, portafoglio, almeno tre accendini, ipod, due mazzi di chiavi,una macchina fotografica, varie cartacce, biglietti del treno usati, penne, fazzoletti, un cartoncino di succo di frutta ed una mela.
Una volta mi ricordo che stavo andando a trovare i miei genitori e portavo con me sigarette, preservativi, un giornalino hard (c'è un motivo, non sono una pervertita), una birra ed un cavatappi; mi chiedo cosa ne avrebbe pensato mia madre...
Ricordatevi quindi, quando mi vedete, tenete le mani a posto, potrei anche farmi prendere da una crisi isterica.
Dentro una borsa puoi trovare un sacco di cose che parlano della personalità di chi la porta; per questo io ho traumatizzato per anni i miei ex fidanzati vietando loro di aprire la mia.
L'altro giorno un mio ex mi ha detto "da quando sono stato con te non ho più voluto toccare la borsa di nessuna ragazza" ed è vero, perchè ho sempre detestato terribilmente che frugassero tra le mie cose, al punto di arrivare ad urlare con qualcuno che si fosse eventualmente permesso di cercare innocentemente un accendino nella mia borsetta.
La mia borsa è un universo che rispecchia la mia personalità; non ci tengo nulla di privato ma aprirla è come guardare nel mio cervello; ovviamente là dentro c'è un casino madornale; ad esempio ora c'è un camice sporco, portafoglio, almeno tre accendini, ipod, due mazzi di chiavi,una macchina fotografica, varie cartacce, biglietti del treno usati, penne, fazzoletti, un cartoncino di succo di frutta ed una mela.
Una volta mi ricordo che stavo andando a trovare i miei genitori e portavo con me sigarette, preservativi, un giornalino hard (c'è un motivo, non sono una pervertita), una birra ed un cavatappi; mi chiedo cosa ne avrebbe pensato mia madre...
Ricordatevi quindi, quando mi vedete, tenete le mani a posto, potrei anche farmi prendere da una crisi isterica.
sabato 21 aprile 2012
Tel Aviv
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Scusate ma mi ci voleva un urlo di gioia.
Le mie speranze si sono riaccese questa sera, in un noioso e solitario Sabato fiorentino, quando cercando un volo per Israele la mia amica Maya ne ha trovato uno ad un prezzo ragionevole che potrei anche permettermi!Non vedo l'ora di andarci, spero solo che nel frattempo l'Ausi ( mia madre) sia d'accordo e mi presti i trecento euro che mi servono, soldi che le restituirò non appena prenderò lo stipendio per il lavoro che devo fare a Luglio.
Già, perché in teoria il cattivo umore degli ultimi giorni è completamente ingiustificato dato che ultimamente ho ricevuto belle notizie: un progetto lavorativo appena abbozzato sta prendendo forma e anziché dovermene andare a Giugno da questa casa potrò rimanere fino a fine Luglio, infine la reale possibilità di andare in Israele.
Il resto è nebuloso ed incerto ma per il momento m'accontento di sapere che avrò un lavoro che mi consentirà di pagarmi un viaggio che desidero fare da anni!
Qualcuno vuole venire a Tel Aviv?
Scusate ma mi ci voleva un urlo di gioia.
Le mie speranze si sono riaccese questa sera, in un noioso e solitario Sabato fiorentino, quando cercando un volo per Israele la mia amica Maya ne ha trovato uno ad un prezzo ragionevole che potrei anche permettermi!Non vedo l'ora di andarci, spero solo che nel frattempo l'Ausi ( mia madre) sia d'accordo e mi presti i trecento euro che mi servono, soldi che le restituirò non appena prenderò lo stipendio per il lavoro che devo fare a Luglio.
Già, perché in teoria il cattivo umore degli ultimi giorni è completamente ingiustificato dato che ultimamente ho ricevuto belle notizie: un progetto lavorativo appena abbozzato sta prendendo forma e anziché dovermene andare a Giugno da questa casa potrò rimanere fino a fine Luglio, infine la reale possibilità di andare in Israele.
Il resto è nebuloso ed incerto ma per il momento m'accontento di sapere che avrò un lavoro che mi consentirà di pagarmi un viaggio che desidero fare da anni!
Qualcuno vuole venire a Tel Aviv?
giovedì 19 aprile 2012
Donne a pera
Bene bene bene...
Che dire? Visto che in questi giorni mi sento altruista e saggia voglio condividere col mondo una serie di nozioni molto utili per chi, come me, ha il problema della FORMA A PERA.
Ho provato tutto: cyclette, corsa, danza, arti marziali, dieta, massaggi... niente da fare, per quanto di sopra possa sembrare un grissino dalla vita in giù ho la stazza di un'anguria, allora che fare??? Si ricorre ai trucchi d'abbigliamento e stile!
1- Non portate MAI i capelli corti o legati, serviranno ad enfatizzare la dimensione del sedere rispetto a quella della testa
2- portate i capelli ricci e voluminosi, è davvero incredibile la differenza d'effetto.
3- niente abiti aderenti a meno che non siano accompagnati da un coprispalle morbido e lungo che scende sui fianchi
4- (ovviamente) preferite pantaloni neri
5- se come me avete la vita stretta e i fianchi larghi non stringetevi troppo la cintura in vita, meglio i pantaloni che cadono un po' rispetto alle salsicce di fuori
6- Preferite gli stivali piuttosto che le ballerine o le scarpe, gli stivali aumentano il volume del polpaccio e di conseguenza diminuiscono la sproporzione tra coscia e gamba
Fate tesoro di questi consigli, a breve una foto PRIMA e DOPO per farvi vedere quanto questi accorgimenti funzionino.
mercoledì 18 aprile 2012
A beautiful mind
Penso che molte persone non abbiano visto questo film, cosa che deduco dal fatto che l'equilibrio di Nash è una delle teorie meno applicate ai giorni nostri, nella vita quotidiana e nelle relazioni intendo.
Bene, in "A Beautiful Mind" Russel Crowe interpreta il matematico John Nash e in una scena del film spiega la teoria in questione applicandola ad una situazione di tutti i giorni: con chi provarci in un locale.
Gran parte dei ragazzi affamati che conosco ( si dice il peccato ma non il peccatore) ragionano secondo la logica inversa sfruttando una legge probabilistica di dubbia efficacia:
" Se ci provo con cento ragazze c'è più probabilità che almeno una me la dia".
Ora, lasciatevelo dire, se avete bisogno di un ragionamento del genere ( a parte essere un po' sfigati) non avete preso in considerazione che a nessuna piace essere un ripiego e a partire dalla seconda con cui ci proverete la stessa sera riceverete una sfilza di due di picche; in più vi guadagnerete la fama del MORTO DI FIGA.
Condivido quindi il filmato sperando che le future generazioni ne facciano un buon uso ed evitino figure come quelle di certe persone che conosco.
lunedì 16 aprile 2012
Paure

Ecco il primo rifiuto da gettare via dal mio cervello: le paure assurde.
Una delle mie paure più grandi, ad esempio, è lo sbarco degli alieni sulla Terra.
Dico sul serio, non tanto per dire; più di una volta ho chiesto a mia mamma se volesse dormire con me perché temevo un'invasione aliena, e la cosa si è ripetuta alla tenera età di 26 anni, quando la mia gentilissima coinquilina ha aperto il divano-letto in camera sua per evitare che passassi la notte con gli occhi sbarrati ad aspettare l'arrivo di E.T. telefono casa.
Precisiamo: non ho mai visto Alien, nè X Files, nè altre cose che possano avermi turbata durante l'infanzia; forse sono stata rapita dagli alieni che mi hanno cancellato la memoria ma hanno lasciato il trauma nel mio inconscio.
Il punto è... si vivrebbe meglio senza fobie ma se non le avessimo perderemmo parte essenziale della nostra personalità.
Se non avessi paura degli alieni , una paura vera, forse molta gente non penserebbe che sono psicopatica ( me lo dicono in media dopo 2 ore che mi conoscono... e da qui il titolo del blog) .
Siamo quello che temiamo...
Dopotutto penso che non sia male tenermi questa cosa anziché gettarla nel dimenticatoio.
domenica 15 aprile 2012
Quante cose...

Quante cose si possono fare durante un freddo e piovoso pomeriggio primaverile; c'è chi esce a fare compere, chi si rintana in casa a vedere un film in streaming e chi decide, tutto insieme, che la sua vita è un po' troppo Old Fashioned e cerca di rinnovarla passo passo.
Primo step: aprire un blog.
Bene... come potete vedere io non sono né accucciata sotto la coperta a vedere film né a fare shopping quindi è abbastanza ovvio che io appartenga alla terza categoria di persone: i fuori moda che cercano di rinnovarsi.
Non si tratta di cambiare il guardaroba e il taglio di capelli, e nemmeno di cominciare ad essere amante di internet, dei social netwok e delle Apps. Il punto è che quando un cervello frulla troppe informazioni tutte in una volta serve una specie di cestino della spazzatura per eliminare le nozioni inutili .
Una volta che hai davanti i rifiuti è facile differenziarli: la plastica di qua, i farmaci scaduti di là.
Il cervello è uguale, finchè non tiri fuori gli scarti del pensiero non riesci a classificarli, ed ecco che nascono i blog, più efficaci dei diari segreti, dato che sono pubblici.
Qualcosa ti frulla in mente? Pubblicala sul blog!
Per tornare alla nostra metafora poco romantica e piuttosto picaresca riguardo alla spazzatura potrei spiegare il significato di questo blog come segue.
C'è sempre qualcuno che ti ferma quando stai buttando la buccia di banana nel vetro, allo stesso modo spero che ci sia qualcuno in grado di aiutarmi in questa raccolta differenziata dei pensieri dato che io sono sempre stata una frana con queste cose.
Confondo la storia con la geografia, la fisica con la chimica, l'amore con l'amicizia, la famiglia con gli animali domestici, il cibo con il demonio e l'alcol con le medicine.
Ho decisamente bisogno d'aiuto... spero di trovare qualche netturbino paziente e collaborativo!
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