Benvenuti!

Questo Blog è per tutti i pazienti lettori che avranno qualche minuto da perdere dietro alle mie riflessioni. Benvenuti a tutti, sconosciuti e vecchie conoscenze.

mercoledì 7 maggio 2014

Capitolo IV Guardare il terzo occhio

Quanto tempo ragazzi... sembra proprio che Parigi mi abbia di nuovo distolta dal mio feeling con la disoccupazione!

Non scherziamo... il mio feeling con la disoccupazione e col precariato è rimasto eccome...

Dove eravamo rimasti?? ah si, alle provole ed ai provoloni, come vi dicevo Venanzio si sarebbe rifatto vivo, ma per il momento mettiamolo un attimo da parte.
Allora, lavoravo in gelateria, quando un giorno mi arriva una telefonata da un numero che non conoscevo; la fase della speranza era già passata da un po' così risposi con una voce un po' rauca e scocciata, perchè per qualche strano motivo la Telecom mi aveva aggiunta alla sua lista di intervistati preferiti.
Per non parlare del fatto che un uomo con un evidente bisogno di una consulenza da un nutrizionista aveva appena ordinato un kg di gelato, nove brioches, quattro coni e un vassoio di pasticcini ( per quattro persone) quando io mi stavo levando il grembiule per finire il turno.
Sapete il classico: " ma sì dai, servo questo cliente e me ne vado"???
... 20 minuti in più ( può sembrare poco, ma la fine del turno serale verso mezzanotte non è mai piacevole, sapendo che dopo ci sono anche tutte le pulizie da fare nel retro)
Non divaghiamo...
Insomma, nervosa e scocciata prendo il telefono e rispondo... male

Consiglio N. 3 Voce squillante e felice, anche se state dormendo, facendo pipì, avete una colica intestinale o state montando un mobile ikea... se dovete alzare la cornetta e pronunciare uno smorto, impersonale, schifosissimo "Sì...." , è meglio richiamare quando siete in forma.

all'altro capo del filo si presenta un certo Ippolito ( mi piacciono i nomi fittizi ) dicendo di aver ricevuto un mio curriculum per collaborare con una galleria d'arte . Ovviamente lì per lì non mi ricordavo di che diavolo si stesse parlando, avevo spedito per lo meno una sessantina di curricula in una settimana.
Ovviamente qui è indispensabile la faccia di bronzo
" Si buonasera Signor Ippolito, certo che mi ricordo per l'annuncio, si sono ancora interessata"
Mi fissa un appuntamento per quel sabato.

Il grande giorno...
Immaginatevi la musica della 20th century fox, è più o meno indicativa del mio stato d'animo quella mattina



Abbiamo la nostra psicopatica tutta in tiro con un bel vestitino nero e taccotrucco e capelli perfetti....
Saltiamo la descrizione autocelebrativa e passiamo al colloquio. ( roba mai vista... per una che, se vi ricordate, va in giro così)
Arrivo con mezz'ora d'anticipo: MOSSA SBAGLIATISSIMA!!!!

Consiglio n. 4  Non arrivate troppo in anticipo: è molto meglio aspettare cinque minuti prima del colloquio piuttosto che stare mezz'ora in sala d'aspetto studiando gli altri candidati, facendo capannello tipo esame di maturità, toccacciandosi i capelli e le scarpe per il nervosismo: fate la figura degli ansiosi disturbati. Piuttosto arrivate con mezz'ora d'anticipo, fate dietro front e andate a prendervi un caffè per venti minuti.

Quando finalmente entro in questa meravigliosa galleria d'arte, dopo aver dato prova di tutto ciò che ho sconsigliato poc'anzi, Ippolito prende il mio curriculum e mi dice francamente " Non so perchè ti ho chiamata, non hai messo la foto nel curriculum"
Quando un colloquio comincia così vi cadono le braccia... della serie: ma che vuoi dalla mia vita?
E prosegue, aggravando la sua posizione
"Non so, per me potevi anche avere tre occhi, la prima cosa che uno pensa se vede un curriculum senza foto è che tu abbia una deformità da nascondere, nel campo dell'arte l'apparenza è essenziale"
( ma in che mondo vive questo??? ma soprattutto, domanda per gli head hunter, E' VERO???)

Tagliamo per brevità, esco da questo colloquio con l'incarico di scrivere dei brevi saggi critici su alcune opere da esporre per una mostra... Urrà!!! Il mio sogno che s'avvera, lavorare nel campo dell'arte, scrivere e pubblicare!!! Nonostante il mio terzo occhio!

Secondo voi... come va a finire????

To be continued





martedì 9 luglio 2013

a proposito di formaggio

 Ci eravamo lasciati parlando di provole, torno giusto ora ora da Parigi, la patria del formaggio, delle baguette, delle bottigliette d'acqua che costano sei euro e delle file di cinque ore... sto meditando di scrivere una bella guida di sopravvivenza per chi vuole andare a Parigi essendo povero come me, ma per il momento, dopo qualche foto di Parigi, andiamo avanti con la storia della ricerca del lavoro.



Pianoforte del popolo dietro al Louvre


sono da sempre nota per il mio feeling con i babbuini


Da Montmartre


L'impeccabile traduzione in italiano all'aeroporto... oltre alla strana regola del poter abbandonare i "bopagli" avvertendo gli agenti aeroportuali

[...]

CAPITOLO III: UN'IMPROBABILE QUANTO SCONTATA CITAZIONE

Dicevamo, restauro del vetro, lavoro offerto da un tizio raccattato in un pub, insomma la proverbiale botta di culo.
Ci scambiamo i numeri, sembrava uno a posto, si mise anche a chiacchierare di restauro con Giovanni, il mio amico/collega, tirava fuori anche qualche tecnicismo del mestiere perciò avevo scartato a priori l'idea che mi stesse prendendo in giro.
Scopro fra l'altro che conosce un ragazzo in comune con me, allora mi fido ulteriormente.
Torno a casa elle tre di notte, dopo diversi drinks ed essermi anche dimenticata il mio nome e mi arriva un sms dal mio futuro datore di lavoro.

"Mi hai fatto una bellissima impressione, non si vede bene che con il cuore l'essenziale è invisibile agli occhi".

... momento di perplessità
Non ricordo nemmeno bene se il verbo essere avesse la "h" al posto giusto, perchè il tipo, che d'ora in avanti chiameremo Venanzio ( mi è venuta fuori così...) era un bel po' sgrammaticato, ma a parte questo dettaglio avevo gli occhi fuori dalle orbite, una banalità mista a smaccata adulazione immotivata.
Vabbè... sarà fatto così.
Dopo qualche giorno Venanzio mi mandò un sms per dirmi di passare in studio da lui a vedere il lavoro, staccai dalla gelateria alle sei ed alle sei e trenta ero lì, in mezzo a quattro o cinque persone dall'aria di stare passando una mezza età travestita da frivola gioventù.  Fumavano una sigaretta dietro l'altra sul luogo di lavoro , su ogni superficie piana erano appoggiate lattine di birra e carte da gioco.
Mi sentivo un po' l'unico umano in mezzo ai cani di 'looks like four of a kind" di Coolidge ( il quadro dove i cani giocano a Poker).
Parliamo un po' di lavoro, mi offrono una birra, due, tre, un mojito... mi chiedono di fermarmi all'aperitivo, mi scoccia rifiutare. Il tutto va avanti fino più o meno alle undici di sera; io ero uscita di casa alla una del pomeriggio e venivo direttamente dalla gelateria.
Torno a casa cotta, con un appunto per cominciare a lavorare il lunedì seguente,  mi arriva un altro messaggio del genere Piccolo Principe dopo che ha vomitato una grammatica italiana in un momento di ubriachezza.
Vabbè... sarà ubriaco
Arriva Lunedì: Venanzio non può aprire lo studio perchè è a fare un lavoro agli Uffizi, mi rimanda al Martedì.
Martedì: Altro sms di rinvio dell'incontro, in compenso mi invita all'Irish pub.
Dopo due o tre volte così comincio a sospettare che più che insegnarmi a tagliare il vetro voglia farmi tagliare con il mio ragazzo. Attento Venanzio... che al verbo tagliare sono associate tante cose, ed è meglio non far arrabbiare una ragazza alla ricerca di un lavoro.

Ma ero ingenua (... sono tutt'ora ingenua) e gli dieidi 10.000 possibilità, finchè non arrivò un ulteriore sms che mi fece irritare alquanto_ " Cerca di trovare un giorno, tra poco si fa Natale". Si permetteva anche di incolparmi se non avevamo cominciato dopo che io gli avevo data piena disponibilità tutte le settimane e lui mi aveva bidonata con scuse come
"Ho il tecnico della caldaia a casa, mi hanno appena dato la laurea honoris causa in filologia, ho una mostra alla reggia di Versailles, il cane mi ha mangiato il quaderno..."
( aggiungete e togliete a caso qualche "h")
Le sere per andare al pub, però... ce le aveva.
Fu così che capii di avere a che fare con un provolone che voleva solo portarmi a cena, o altrove ( sommo disgusto) e smisi di rispondere al telefono, tornando ad occuparmi solo ed unicamente di coni gelato e di inviare curriculum.

CONSIGLIO N.2 : Se vi propongono un lavoro con uno spirito cameratesco e adulandovi per la bella persona che siete, nel 90% dei casi si tratta di parolai, nel restante 5% dei casi chi vi sta offrendo quel lavoro vorrebbe davvero darvelo ma parla prima di aver valutato la reale possibilità di farvelo ottenere... diffidate dalle proposte che vengono da tavolini di bar, amici di amici di amici, passaparola. Il restante 5% dei casi è una botta di culo, avrete un capo simpatico ed alla mano. Ovviamente però c'è sempre la variabile sesso. Se siete una ragazza è molto probabile che il 90% dei parolai voglia portarvi a letto.

Ma avrei incontrato molti altri personaggi degni di nota più avanti...








sabato 4 maggio 2013

CAPITOLO II: GELATO E PROVOLE

Come vi dicevo l'altra volta, le mie peripezie da disoccupata mi portarono da una ricerca molto blanda ad una disperata "quest" del posto di lavoro dei miei sogni.
All'inizio l'inflessibilità e lo snobismo mi facevano pensare che non avrei potuto accettare altro che un lavoro da restauratrice, critico d'arte, archeologo, allestitore o gallerista... insomma una figata simil- intellettuale, ma poi cominciai ad abbassare il tiro portando curriculum ovunque, ed arrivò il sollievo, la chiamata della Gelateria.
Ovviamente il fatto di lavorare come gelataia si prospettava di una provvisorietà sconcertante; continuavo a spargere CV a Pioggia, presentarmi di persona nelle sedi di aziende, gallerie d'arte, andavo a chiedere ai falegnami se gli servisse una colf che spazzasse la segatura per imparare il lavoro... insomma, non avevo un'idea ben precisa, sapevo solamente che mi serviva un obiettivo che mi consentisse di non adagiarmi in quella situazione.
Tra un cono e l'altro cominciavo ad assaporare, oltre al gusto del pistacchio di Bronte, il piacere di poter sperperare un po' di soldi; dopo anni da studentessa il cui ritornello preferito era: " non posso venire perchè non ho soldi" , finalmente potevo uscire anche tutte le sere.
Così, in una serata di inizio novembre, in coda all'Irish pub per una vaschetta di patatine, ritornai al tavolo, dove mi aspettava il mio amico Giovanni, con  in mano le patatine e a fianco un tizio siciliano che diceva di cercare una restauratrice di vetro.
Primo pensiero: " che culo, raccattare il lavoro dei miei sogni al Pub!", chiaramente ero un po' sbronza... mi ero messa a chiacchierare mentre ero in fila e l'argomento lavoro era uscito - Benedette quelle patatine!- ridandomi la speranza.
La cosa ancora migliore di tutto questo era che si trattava di un lavoro molto libero, quindi non avrei nemmeno dovuto abbandonare la gelateria, in cui il contratto era decisamente buono.

Non sapevo, però... che al posto del vetro e del restauro, avrei avuto a che fare con delle provole...


no... non si trattava di un lavoro come rivenditrice di formaggio...

TO BE CONTINUED

sabato 20 aprile 2013

I'm back

Gentili signori e signore, dopo una lunga assenza ho deciso di riprendere ad aggiornare il mio blog.
Le assenze dai blog hanno molteplici ragioni: nel mio caso, avevo troppo poco tempo per potermi dedicare ai miei ( pochi) lettori, ragione per la quale mi scuso immensamente, ma penso che capirete.
Certo, di considerazioni in questi mesi ce ne sono state molte che sarebbe valso la pena scrivere, ma in una rocambolesca serie di peripezie lavorative il cervello talvolta va a farsi benedire. Non temete, ho elaborato un progetto di post decisamente utili per chi, come me si ritrova in questa serva Italia, di disoccupazione ostello!

Innanzitutto bisognerebbe aggiornare il profilo della "Psicopatica" in "Psicopatica stagista disperata", già ,perché la mia onesta carriera da gelataia con contributi, ferie, malattie pagate ha volto al termine rendendomi ora  parte di una delle categorie più inflazionate del popolo italiano. Lo stagista!

cominciamo analizzando il curriculum dello stagista in questione







Bene, direi che la situazione è piuttosto chiara a giudicare dalle conclusioni.
Ce la farà la nostra psico-stagista disperata a trovare un lavoro?
Da qui in avanti una guida pratica a tutte le difficoltà da affrontare in un percorso tipo il mio....


CAPITOLO 1:  DALLA RICERCA BLANDA ALLA RICERCA DISPERATA

Quando terminiamo gli studi, pieni di belle speranze, cominciamo a spargere curriculum vitae via mail senza troppo entusiasmo, con uno stato d'animo a metà tra il "non troverò mai un lavoro decente" ed il "figuriamoci se non mi chiamano, ho 700 titoli di studio, mille esperienze lavorative ed un bel faccino".
Ecco quindi che passiamo un paio di settimane attaccati al telefono dopo aver mandato una decina di CV, aspettandoci da un momento all'altro una chiamata che ci cambia la vita... che puntualmente non arriva!
Comincia il nervosismo... iniziamo ad accompagnare le nostre e-mail con lettere di autopresentazione in cui non sappiamo bene che scrivere, abbassiamo le nostre aspettative dal " Vorrei collaborare con Voi" al "Vorrei svolgere uno Stage presso la vostra struttura"... ancora niente!!!
Ecco che la disperazione ci attanaglia, un paio di telefonate a quelle aziende non troppo computerizzate, una capatina nei negozi per vedere se cercano commessi, colloqui di lavoro per posti che non rientrano minimamente nelle nostre competenze.... ancora NIENTE!
Non temete, capita a tutti... o forse solo a me ma c'è un modo di uscirne.

Consiglio numero 1: Non cedete alla pigrizia, never give up!!! Non smettete mai di bombardare la gente con lettere motivazionali , curriculum vitae, continuate a chiedere agli amici se conoscono qualcuno ecc ecc. Dopo un po' non fare nulla vi leva anche la voglia di provare a fare qualcosa; se le risposte tardano ad arrivare, continuate con la pioggia di CV e tenetevi occupati. In ogni caso, meglio un corso di decoupage che fissare il muro ed ingozzarsi di patatine.

Fu così che, la ricerca disperata mi portò a cogliere l'occasione della mia vita... un'offerta di lavoro, nel mio settore! e l'avevo trovata per caso in un pub!!! La vita è proprio sorprendente a volte...

TO BE CONTINUED....

Nel frattempo è arrivata la bella stagione, fatevi un bel giretto al parco o al mare come faccio io!!!








domenica 28 ottobre 2012

Trova le dieci piccole differenze

Buongiorno a tutti, anche se in realtà bisognerebbe augurare buon pomeriggio dato l'orario.
Una piccola riflessione post-mattutina per voi, che spero vi sia utile quanto lo sarebbe ad alcuni miei amici in questo momento.
Ultimamente vedo un sacco di coppie che si disfano o entrano in crisi, parecchi miei amici sono con il morale un po' a terra o all'inizio di una lenta ripresa; alcuni hanno una reazione di un certo tipo, altri esattamente l'opposto: chi piange strepita e si lamenta, chi comincia a fare sesso a destra e manca, chi ha una reazione apparentemente serena e si tiene tutto dentro, chi sta a letto a piangere, chi trova subito il ripiego.
Tra tutti questi atteggiamenti ce n'è uno, a mio parere, che è il più pericoloso di tutti: il ripiego idealizzato.
Moltissima gente che conosco, dopo nemmeno due settimane dalla fine di una storia è già in trattative con qualcun altro per un nuovo fidanzamento; ed ecco che escono discorsi come " Sai, lui/lei è fantastico/a, non come il/la mia ex, sto davvero bene, non sono mai stato/o così felice" ecc ecc.
Cari ragazzi, trovare qualcuno che ci fa perdere la testa non è cosa di tutti i giorni, a meno che non siate innamorati dell'amore, vi sembra così normale essere presi per una persona quando eravate pazzi di un'altra due secondi prima? Certo, può capitare ma secondo il mio modesto parere la percentuale di casi veritieri del genere è al massimo il 5%.
Il più delle volte si corre il rischio d'incappare nell'effetto differenziale (azzeccatissima definizione coniata da Anna), in altre parole, cercate le dieci piccole differenze tra il vostro ex amore e quello nuovo; nella maggior parte dei casi saranno molte, tutto ciò perché il rifiuto della vecchia storia vi porta a cercare l'opposto nella nuova. Ma siamo davvero sicuri che se per noi non va bene "A" vada bene "Z"?
Esempio pratico: dopo esser stata con un ragazzo dalla buona cultura e spiccata intelligenza, stanca della sua arroganza, mi sono messa con una persona molto più semplice, con poche pretese intellettuali e poche ambizioni; risultato: ogni cosa che diceva, dopo un po', mi sembrava di una banalità mostruosa, eppure all'inizio ero stata sollevata dal fatto di non dover intavolare pesantissimi discorsi ideologici che sarebbero finiti in lite, cosa che con il precedente amore capitava spesso.
Sono stata vittima di effetto differenziale, in poche parole, notando una differenza nel nuovo malcapitato ( o fortunato... chi lo sa!?) mi sono fatta il famoso discorso : " Lui è così umile, semplice, non è come il mio ex che voleva sempre avere ragione, mi trattava come una stupida, invece tizio quando parlo mi ascolta ecc ecc....", è così che da una persona di scarsa cultura ho creato un ragazzo buono ed umile, capace di ascoltare e che pendeva dalle mie labbra: RIPIEGO IDEALIZZATO.
Consiglio per tutti: kids don't try this at home, gli effetti possono essere devastanti, tipo perdita di fiducia generalizzata nelle relazioni. Prendetevi il vostro tempo, piangete, fate sesso con chi vi capita, strafogatevi, ma impegnatevi di nuovo solo quando sapete quello che va bene per voi. Tra la A e la Z ci sono molte altre lettere!
Buona domenica a tutti

sabato 20 ottobre 2012

Siamo quello che mangiamo

Eccomi tornata dopo una lunga assenza dovuta ad un periodo d'intensa ricerca di lavoro. Alla fine ho trovato un impiego provvisorio in una gelateria, dove ho avuto modo di sviluppare alcune riflessioni riguardo al cibo, ovviamente.
Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il cibo: a volte mi strafogo, la maggior parte del tempo però seguo una rigidissima dieta super controllata; mi piacciono pochissimi alimenti ma mangio anche ciò che non mi piace se non c'è altro. Insomma, non proprio una cosa idilliaca.
Ironia della sorte: lavoro nel tempio dei golosi, una gelateria super elegante e di qualità vicina al centro di Firenze, più di quaranta gusti tra cui quelli classici e delle specialità che farebbero venire l'acquolina in bocca persino a Kate Moss. Ed è qui, tra cioccolato e creme che ho imparato ad indovinare i gusti preferiti dei clienti sulla base del loro umore e del tipo di persona.
Ho letto e sentito mille volte l'espressione " Siamo quello che mangiamo", ma raramente mi sono trovata d'accordo, non pensavo che i gusti alimentari potessero dipendere dalla personalità. Da quando invece ho cominciato ad avere a che fare da vicino col cibo, a venderlo e consigliarlo ho capito che è una sacrosanta verità.
Intanto lavorare al pubblico è una cosa che può essere piacevolissima ed odiosa allo stesso tempo: possono capitare persone simpaticissime e gentili, bambini educati e molto dolci, oppure ragazzini urlanti ed agitati e gente che ha avuto una giornata storta e fatica anche a trattarti come un essere umano.
Ed è qui che ho sviluppato la mia teoria: preferisco di gran lunga i clienti che si abbuffano! La maggior parte di coloro che prende coni enormi e pieni di calorie e cialdine è gentile e propensa al dialogo; soprattutto le persone con allergie o malattie come il diabete, che arrivano in gelateria felici del concedersi una soddisfazione vera e propria, il cibo proibito.Queste persone sono quasi sempre gioiose e cordiali dato che si stanno facendo una concessione straordinaria.
Le persone che entrano un po' tristi generalmente ci mettono un po' a scegliere e vogliono essere consigliate, alla fine optano quasi sempre per qualcosa che contenga cioccolato o nutella.
Chi prende coppette piccole con gusti meno calorici o di frutta solitamente è qualcuno di passaggio che va un po' di fretta, non che è venuto appositamente, ma solitamente  è gentile.
I bambini più timidi preferiscono i gusti classici alla frutta: fragola e limone, mentre quelli più agitati vanno sul cioccolato o le creme, in ogni caso mi è capitato di trovare anche giovanissimi che prediligono strane combinazioni rispetto ai gusti classici.
Poi veniamo ai clienti maleducati, ovviamente con le dovute eccezioni: prendono sempre tutti lo stesso gusto, chiedendolo con voce autoritaria e scordandosi di salutare.Non starò a svelare  quale fragranza sia per non offendere i miei lettori, nel caso siano amanti del sapore in questione.
Un piccolo appello a tutti: quando andate al bar, al ristorante, in gelateria, nei negozi, alle poste, ovunque, cercate sempre di essere più carini possibile, moltissime giornate mi sono girate male per delle rispostacce dei clienti. Prendersi otto ore al giorno di sguardi storti  per tutta la settimana e  non sentire nemmeno un grazie può far sentire noi lavoratori al pubblico un po' frustrati!
E ora se vorrete analizzarmi in base ai miei gusti vi dirò che io non sono una grande amante del gelato e dei dolci in generale ma stravedo per lo yogurt, il cioccolato all'arancia e i gusti un po' chic che contengono spezie, canditi e praline.

venerdì 21 settembre 2012

Snake touch

Quest'oggi vorrei raccomandarvi caldamente un'esperienza che io ho fatto a lavoro. 
Tanto per cominciare lavoro in un luogo molto strano: è un piccolo museo di storia naturale con annesso rettilario, nel quale facciamo corsi, laboratori, conferenze ed attività, anche per bambini.
Il clima è molto amichevole e rilassante, tra un caffè ed una riunione di lavoro capita spesso che ci si ritrovi a dire castronerie col capo o... come m'è successo l'ultima volta, fare lo Snake touch.
Immaginatevi un meeting: gente con la ventiquattrore, cravatte, sedie e quei bellissimi grafici che si vedono nelle serie americane, ora scordatevi tutto e mettete nella stessa stanza archeologi, entomologi, artigiani, naturalisti, un po' di patatine, un megaschermo che proietta documentari e... serpenti!
L'ultima riunione era più o meno così: tutti a discutere dei vari progetti ed io, in mutande e reggiseno, che avevo due serpenti che mi strisciavano liberi sulla schiena, questo è lo Snake touch.
Per quanto possa sembrare raccapricciante vi assicuro che il serpente è un animale piacevolissimo al tatto: liscio come metallo, suadente e con dei movimenti assolutamente rilassanti. In alcune culture orientali il serpente è considerato un animale rivelatore, con una sensibilità particolare, in grado di allinearsi perfettamente alla natura psicofisica di chi gli sta vicino.
Per questo, una volta che avete un serpente addosso, i suoi movimenti tenderanno a portarlo , strisciando sulla pelle nuda, laddove avete magari una debolezza fisica, oppure sul centro più forte della vostra personalità, testa per la razionalità, pancia per l'impulsività.I movimenti dell'animale vengono guidati ed interpretati da un apposito operatore che è familiare con questa pratica.
Vi assicuro che dopo i primi cinque minuti di inquietudine si arriva ad un rilassamento totale e poi al risveglio dei sensi: io ad un certo punto ho provato un piacere fisico estremo, che non mi consentiva di smettere di ridere; somigliava un po' ad una specie di orgasmo.
(Tutto questo sempre durante una riunione di lavoro).
D'altra parte come avrete ben visto la mia sessualità tende ad esplorare lande insolite... dopo Denver e Bin Laden potevo anche aspettarmi una situazione del genere.
Esperienza fortemente raccomandata, in ogni caso.