Eccomi tornata dopo una lunga assenza dovuta ad un periodo d'intensa ricerca di lavoro. Alla fine ho trovato un impiego provvisorio in una gelateria, dove ho avuto modo di sviluppare alcune riflessioni riguardo al cibo, ovviamente.
Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il cibo: a volte mi strafogo, la maggior parte del tempo però seguo una rigidissima dieta super controllata; mi piacciono pochissimi alimenti ma mangio anche ciò che non mi piace se non c'è altro. Insomma, non proprio una cosa idilliaca.
Ironia della sorte: lavoro nel tempio dei golosi, una gelateria super elegante e di qualità vicina al centro di Firenze, più di quaranta gusti tra cui quelli classici e delle specialità che farebbero venire l'acquolina in bocca persino a Kate Moss. Ed è qui, tra cioccolato e creme che ho imparato ad indovinare i gusti preferiti dei clienti sulla base del loro umore e del tipo di persona.
Ho letto e sentito mille volte l'espressione " Siamo quello che mangiamo", ma raramente mi sono trovata d'accordo, non pensavo che i gusti alimentari potessero dipendere dalla personalità. Da quando invece ho cominciato ad avere a che fare da vicino col cibo, a venderlo e consigliarlo ho capito che è una sacrosanta verità.
Intanto lavorare al pubblico è una cosa che può essere piacevolissima ed odiosa allo stesso tempo: possono capitare persone simpaticissime e gentili, bambini educati e molto dolci, oppure ragazzini urlanti ed agitati e gente che ha avuto una giornata storta e fatica anche a trattarti come un essere umano.
Ed è qui che ho sviluppato la mia teoria: preferisco di gran lunga i clienti che si abbuffano! La maggior parte di coloro che prende coni enormi e pieni di calorie e cialdine è gentile e propensa al dialogo; soprattutto le persone con allergie o malattie come il diabete, che arrivano in gelateria felici del concedersi una soddisfazione vera e propria, il cibo proibito.Queste persone sono quasi sempre gioiose e cordiali dato che si stanno facendo una concessione straordinaria.
Le persone che entrano un po' tristi generalmente ci mettono un po' a scegliere e vogliono essere consigliate, alla fine optano quasi sempre per qualcosa che contenga cioccolato o nutella.
Chi prende coppette piccole con gusti meno calorici o di frutta solitamente è qualcuno di passaggio che va un po' di fretta, non che è venuto appositamente, ma solitamente è gentile.
I bambini più timidi preferiscono i gusti classici alla frutta: fragola e limone, mentre quelli più agitati vanno sul cioccolato o le creme, in ogni caso mi è capitato di trovare anche giovanissimi che prediligono strane combinazioni rispetto ai gusti classici.
Poi veniamo ai clienti maleducati, ovviamente con le dovute eccezioni: prendono sempre tutti lo stesso gusto, chiedendolo con voce autoritaria e scordandosi di salutare.Non starò a svelare quale fragranza sia per non offendere i miei lettori, nel caso siano amanti del sapore in questione.
Un piccolo appello a tutti: quando andate al bar, al ristorante, in gelateria, nei negozi, alle poste, ovunque, cercate sempre di essere più carini possibile, moltissime giornate mi sono girate male per delle rispostacce dei clienti. Prendersi otto ore al giorno di sguardi storti per tutta la settimana e non sentire nemmeno un grazie può far sentire noi lavoratori al pubblico un po' frustrati!
E ora se vorrete analizzarmi in base ai miei gusti vi dirò che io non sono una grande amante del gelato e dei dolci in generale ma stravedo per lo yogurt, il cioccolato all'arancia e i gusti un po' chic che contengono spezie, canditi e praline.
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