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sabato 4 maggio 2013

CAPITOLO II: GELATO E PROVOLE

Come vi dicevo l'altra volta, le mie peripezie da disoccupata mi portarono da una ricerca molto blanda ad una disperata "quest" del posto di lavoro dei miei sogni.
All'inizio l'inflessibilità e lo snobismo mi facevano pensare che non avrei potuto accettare altro che un lavoro da restauratrice, critico d'arte, archeologo, allestitore o gallerista... insomma una figata simil- intellettuale, ma poi cominciai ad abbassare il tiro portando curriculum ovunque, ed arrivò il sollievo, la chiamata della Gelateria.
Ovviamente il fatto di lavorare come gelataia si prospettava di una provvisorietà sconcertante; continuavo a spargere CV a Pioggia, presentarmi di persona nelle sedi di aziende, gallerie d'arte, andavo a chiedere ai falegnami se gli servisse una colf che spazzasse la segatura per imparare il lavoro... insomma, non avevo un'idea ben precisa, sapevo solamente che mi serviva un obiettivo che mi consentisse di non adagiarmi in quella situazione.
Tra un cono e l'altro cominciavo ad assaporare, oltre al gusto del pistacchio di Bronte, il piacere di poter sperperare un po' di soldi; dopo anni da studentessa il cui ritornello preferito era: " non posso venire perchè non ho soldi" , finalmente potevo uscire anche tutte le sere.
Così, in una serata di inizio novembre, in coda all'Irish pub per una vaschetta di patatine, ritornai al tavolo, dove mi aspettava il mio amico Giovanni, con  in mano le patatine e a fianco un tizio siciliano che diceva di cercare una restauratrice di vetro.
Primo pensiero: " che culo, raccattare il lavoro dei miei sogni al Pub!", chiaramente ero un po' sbronza... mi ero messa a chiacchierare mentre ero in fila e l'argomento lavoro era uscito - Benedette quelle patatine!- ridandomi la speranza.
La cosa ancora migliore di tutto questo era che si trattava di un lavoro molto libero, quindi non avrei nemmeno dovuto abbandonare la gelateria, in cui il contratto era decisamente buono.

Non sapevo, però... che al posto del vetro e del restauro, avrei avuto a che fare con delle provole...


no... non si trattava di un lavoro come rivenditrice di formaggio...

TO BE CONTINUED

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