Oggi ho notato una cosa che non so se riguarda esclusivamente me o tutti gli esseri viventi: la simbiosi con la mia stanza da letto.
Secondo la filosofia buddhista vita ed ambiente in cui si vive coincidono, una cosa determina ed è determinata dall'altra; intendendo per ambiente tutto ciò che ci circonda, non l'ambiente naturale.
In senso molto profano ho notato che io e la mia stanza da letto abbiamo un'empatia incredibile: chiunque entri in camera mia, se mi conosce un minimo, si accorge subito del mio stato d'animo in quel periodo.
Allo stato di tranquillità la mia stanza vive in un casino piuttosto moderato: medio ordine fuori, ecosistemi e nuovi mondi dentro armadi, cassetti, libreria ecc ecc. Il che altro non è che lo specchio della mia personalità basilare: tranquilla e un po' spigliata fuori, turbine di emozioni e paranoie dentro.
Ma cosa succede se affronto un periodo di stress? Ecco che la confusione si sposta automaticamente dai luoghi chiusi in quelli visibili a tutti: il pavimento diventa uno svuota tasche nonché cesto della biancheria da lavare, i documenti si trovano alla mercé di qualunque visitatore su qualsivoglia ripiano o sul letto; valigie aperte in giro, panni ritirati dallo stendi-abiti arrotolati sul divano, asciugacapelli perennemente attaccato alla presa e buttato per terra, polvere alta un dito. La cosa più strana è che tendo a disseminare monete su tutti i piani d'appoggio, secondo me quando sono stressata sul mio pavimento si trova una media di cinque /sei euro.
Quando attraverso questa fase le ante degli armadi sono perennemente aperte, come a voler simboleggiare che sto facendo emergere un disagio allo scoperto, così come la confusione esce dal nascondiglio per palesarsi a tutti.
Il mio periodo di ripresa si può notare quando, da un momento all'altro, mi alzo e comincio a sistemare la stanza, fino a farla tornare al suo stadio naturale che è quello di ordine fuori-casino dentro.
Anche l'estremo ordine o pulizia denota un periodo poco rilassante: di solito tendo a diventare un po' isterica e fobica ( capita raramente) quando mi prendono le manie di controllo ed eccessivo rigore, quando cerco di dare una regolata alla mia vita che è generalmente un po' in balia degli eventi .Io amo vivere di pancia, farmi trasportare, non tanto pensare con la testa, quando la mente prende il sopravvento ecco che la camera diventa ordinata, armadi e ripostiglio compreso.
Una volta parlavo della mia stanza con un'amica chiedendomi se parlasse di me: mi sono resa conto che ogni centimetro parla di me: dal poster in sloveno che ho rubato in erasmus, alla corona della laurea, rane ovunque, un bicchiere pieno di sabbia del Sahara con dentro dei tulipani di legno da Amsterdam, tubetti di colore, camici macchiati, nani da giardino, un cartello stradale, due parrucche bionde ed una maschera veneziana. Ci vorrebbero svariati post per spiegarvi il significato di ognuno di questi oggetti. Ma un veloce sguardo comunque mi ha confermato il fatto che la teoria degli Ermafroditi di Platone era giusta: ogni uomo ha la sua metà complementare, nel mio caso forse l'altra metà della mela è la mia stanza....
Pensateci un po', la vostra camera vi parla di voi???
tesoro, certo che la mia stanza parla di me, ma con questa ultima domanda mi hai fatto venire in mente un'altra cosa: quando una stanza non parla affatto.
RispondiEliminaho conosciuto alcune persone, me ne vengono in mente almeno due/tre, la cui stanza non parlava affatto. era il regno dell'ordine assoluto e della mancanza di personalizzazione. mi hanno trasmesso tanto malessere... ho avuto l'impressione che fossero persone che faticassero a trovare il loro posto nella loro stessa vita e che si tenessero il loro mondo completamente dentro (che fatica).
mi piace che le nostre stanze siano un casino... trasmettono che c'è vita intorno a noi :-)